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Il 3 e 4 dicembre si è svolto a Città del Capo, Sud Africa, il Comitato Centrale della Fism (si svolge ogni due anni) sul tema " Mobilitare i lavoratori per un programma economico alternativo" (Vedi documento relativo), preceduto il giorno 2 dalla riunione dell'Esecutivo. La discussione si è svolta per la prima parte sulla introduzione del Presidente uscente, Klaus Zwickel (segretario generale della IG Metall) e del segretario generale della Fism, Marcello Malentacchi, che hanno entrambi ricordato in premessa l'errore della guerra in Iraq e la necessità che al più presto i poteri passino nelle mani delle forze politiche irachene. Il dibattito si è concentrato, nella prima giornata sulla situazione generale e su quanto avviene nei singoli paesi, con particolare rilievo alle denunce di violazione dei diritti democratici in diverse realtà (in particolare Bielorussia, dove il governo sta cercando di eliminare il sindacato indipendente; in India, dove il governo mette in discussione il diritto di sciopero), alla necessità di contrastare lo strapotere delle multinazionali con lotte che mettano in relazione sindacati del nord e del sud (Brasile e Germania, per il caso di licenziamenti in una fabbrica brasiliana fornitrice della Mercedes e Volkswagen) e la definizione di accordi quadro sui diritti, di cui si registrano al momento solo 6 esempi (primo, quello della Merloni) e di cui è molto importante capire l'efficacia attraverso un monitoraggio continuo. Le difficoltà più grandi si riscontrano nelle multinazionali Usa e Giapponesi.

I sindacati degli Stati Uniti (Machinists e Autoworkers-UAW)hanno dato molto rilievo alla forte partecipazione del sindacato alle manifestazione svoltesi a Miami in novembre, contro l'accordo di libero commercio delle americhe (ALCA) e denunciato la pesante azione della polizia super armata contro dimostranti pacifici. Azione che si è manifestata per la prima volta con tanta violenza e con nuovo equipaggiamento militare, da far pensare ad un nuovo stadio di repressione del conflitto sociale e dei diritti civili, già duramente colpiti dalle leggi "antiterrorismo". Molto rilievo è stato dato al fallimento dell'Omc a Cancun e all'emergere protagonista della lotta contro istituzioni e regole insostenibili dei 21 paesi del sud (su questo tema è stato approvato un ordine del giorno presentato dalla Fim - vedi).

Il secondo giorno la discussione si è concentrata sul tema delle alternative economiche ed è stata introdotta da un docente economista dell'Università di Johannesburg e dal Ministro Sud Africano Erwin.

Il primo, sottolineando la necessità di alternative, ha denunciato l'assenza del capitale globale dai paesi in via di sviluppo e la mercificazione delle attività e servizi pubblici, secondo una tendenza globale che "ci vuole tutti consumatori". Ha criticato il documento della Fism, sottolineando il suo carattere troppo tecnico e l'assenza di una analisi compiuta di ciò che avviene nella società civile globale che si sta organizzando e mobilitando, contro una globalizzazione liberista che riguarda solo una elite. Ha insistito sulla costruzione di alternative che abbiano una base politica e sulla necessità che i sindacati si mobilitino per i diritti del lavoro a livello internazionale, mettendo in primo piano le persone, non i profitti, e per una eliminazione delle Istituzioni internazionali, alle quali contrapporre alternative.

Il Ministro sudafricano, che ha affrontato il tema del rapporto complesso tra lotta di classe e globalizzazione, ha definito anche il sindacato come soggetto politico in grado di giocare un ruolo importante in questi processi. Ha anche sottolineato il fatto che adesso in Sud Africa, dopo un lotta contro l'apartheid che è costata oltre 20.000 morti, c'è la priorità assoluta della costruzione di un nuovo Stato, nuove istituzioni e un processo di democratizzazione. Nello stesso tempo c'è il problema delle prospettive di crescita e del rapporto con le istituzioni finanziarie internazionali, rispetto alle quali ha tenuto a sottolineare che volendo ridurre al minimo i rischi di dipendenza, il governo sud africano non ha utilizzato le strutture del Fondo Monetario Internazionale, ma richiesto presiti alla Banca Mondiale. Ogni paese deve riformarsi da sé, non pensare che soggetti come G8 possano farlo per loro: questa è la sfida più grande. I principi fondamentali restano quelli della lotta all'ingiustizia sociale e alla disuguaglianza, per la democrazia,per la pace e la sicurezza, e da questo punto di vista l'alleanza tra ANC, Partito Comunista e COSATU resta un partenariato insostituibile per lo sviluppo del paese.

Date queste introduzioni, nel dibattito sono stati molto presenti, con accenti diversi, i temi del rapporto sindacati-partiti, sindacati-movimenti, costruzione delle alternative possibili alla globalizzazione esistente e rapporto con la pratica sindacale, possibilità di azioni di livello internazionale.

Sono stati approvati diversi ordini del giorno e, tra le nuove affiliazioni, di particolare importanza quella del sindacato palestinese.

 

- Strategie della Fism per una globalizzazione alternativa.

- Intervento di Alessandra Mecozzi (responsabile ufficio internazionale della Fiom) al Comitato centrale della Fism