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Cronache di Cassa


Fox Bompani di Ferrara

La Segreteria della Fiom di Ferrara esprime soddisfazione per la piena riuscita dello sciopero dei metalmeccanici proclamato dalla Fiom-Cgil il 28 aprile 2004, a sostegno delle lotte dei lavoratori Fiat di Melfi, contro l’arroganza dell’azienda e contro i violenti fatti di lunedì 26.

Il presidio, organizzato nel piazzale antistante la Fox Bompani, ha visto la presenza – oltre a quella dei lavoratori di quell’azienda, impegnati in un’aspra e lunga vertenza per la conquista del precontratto – di tutta la segreteria provinciale della Fiom e di delegazioni di lavoratori metalmeccanici della provincia.

Hanno partecipato al presidio, tra gli altri, lavoratori e delegati Fiom di Vm, Fava Impianti, Demm, Lamborghini Calor, Simel, Stayer, Cantieri, Coop. Costruttori, Berco, Trw, Alcoa, Sirio, For.

Erano inoltre presenti per testimoniare solidarietà e sostegno alla lotta dei metalmeccanici di Melfi, ma anche ai lavoratori della Fox Bompani che per la loro vertenza hanno fatto finora circa 160 ore sciopero, delegazioni di lavoratori e funzionari di altre categorie della Cgil, dalla Funzione pubblica, ai pensionati, ai lavoratori delle telecomunicazioni, ai  braccianti, al sindacato di polizia, ai tessili, al commercio, a  Nidil, alla Segreteria della Camera del lavoro di Ferrara.

Sono intervenuti numerosi compagni: Fausto Pavani (Rsu Fox Bompani), Glauco Melandri (Stayer), Mauro De Marchi (Sindacato italiano lavoratori di polizia per la Cgil), Sandra Pareschi (Camera del lavoro di Ferrara), Giordano Poletti (Sindacato pensionati) e per la Fiom nazionale Luigi Camposano, che ha annunciato la decisione assunta dal Comitato nazionale provvisorio della Cassa di resistenza di attivare il fondo, quale testimonianza di concreta solidarietà, a favore dei lavoratori e delle lavoratrici della Fox Bompani, destinando loro un contributo di 15.000 euro.


Fausto Pavani, delegato Rsu della Fox Bompani, è intervenuto al presidio che è stato organizzato nel piazzale antistante la fabbrica  il 28 aprile 2004, per testimoniare la situazione delle lavoratrici e dei lavoratori di quell’azienda, che fino a oggi hanno fatto 160 ore di sciopero per il precontratto.

Pubblichiamo di seguito il testo del suo intervento.

“Diceva Max Weber che una classe sociale si definisce come una comunità di destino. È quello che hanno capito benissimo gli operai di Melfi. E quel destino che li accomuna non piace loro per niente. È un destino che promette solo fatica, lavoro usurante, difficoltà economiche, scarsa o nessuna crescita professionale, rischio di emarginazione dal mercato del lavoro appena si superano i quarant’anni.”

Così scriveva ieri Luciano Gallino, sociologo piemontese, su un quotidiano.

Ma  quando poi noi scioperiamo, o apriamo vertenze, per stimolare o aiutare la risoluzione di problemi, accade sempre più spesso che si dica e si scriva – come in queste ore a Melfi, o come per la Fox Bompani sul precontratto – che il nostro fine è il conflitto per il conflitto.

Anche il nostro imprenditore dovrà pur rassegnarsi all’idea che in questo stabilimento lavorano persone e non sudditi. E dovrà pur riconoscere che questa vertenza non è per nulla riconducibile a una forma di accanimento verso quest’azienda.

Donne e uomini, giovani e meno giovani, in autonomia, hanno ben compreso che gli accordi separati, pervicacemente voluti da Federmeccanica (con il sostegno della Confindustria e del governo) hanno depotenziato il valore del contratto nazionale di lavoro in una misura per noi inaccettabile.

Non è condivisibile il progetto che regge queste intese. 

Quando si contratta una strutturale riduzione del potere d’acquisto delle retribuzioni per lavoratori con salari e stipendi che oscillano tra i 900 e 1.150 euro al mese, significa che si sceglie una via bassa allo sviluppo, o meglio una “non prospettiva”.

E possiamo dirlo a buon diritto in questa azienda, dove non abbiamo mai solleticato demagogicamente la questione salariale, che pure c’è, e non da ora, e che si sta acutizzando.

Anche i quotidiani hanno pubblicato un rapporto sul potere d’acquisto della retribuzione nel triennio 2001/2003: per gli operai -9,3% e per gli impiegati -13,3%; in buona sostanza la quota di reddito che va al lavoro si riduce consistentemente. 

E come possiamo invertire questa tendenza, se non attraverso lo strumento fondamentale del Ccnl, la cui riconquista è tenuta aperta dai precontratti!

Noi abbiamo scelto di contrastare l’attacco ai diritti e alle condizioni di lavoro, anche al venir meno – purtroppo – dell’unità d’azione sindacale, abbiamo evitato di trasformare gli “insuccessi” (come qualcuno li definisce) degli accordi separati in sconfitte definitive.

Perché quando avverti che non puoi assolutamente condividere  la strada che si sta imboccando, la contrasti con tutte le forze che hai a disposizione.

Per poter conservare e ragionevolmente ampliare la contrattazione delle condizioni del nostro lavoro in fabbrica non possiamo che continuare questa vertenza.

Con intelligenza certo, ma anche con determinazione.