COMUNICATO STAMPA

 

Metalmeccanici/4. Fiom: “La nostra lotta per i diritti e il lavoro”

 

Numerosi gli oratori che sono intervenuti nel corso delle 18 manifestazioni regionali e delle 4 manifestazioni provinciali su cui si è articolata oggi l’iniziativa nazionale di lotta promossa dalla Fiom-Cgil. Ecco una selezione di alcuni interventi tenuti oggi dai dirigenti nazionali della Fiom.

Intervenendo a Torino, Giorgio Airaudo (Segretario nazionale Fiom, responsabile del settore auto) ha detto: “Non è accettabile che qualcuno, e in particolare il ministro del Lavoro, Sacconi, cominci a dire che sarebbe necessario limitare il diritto di sciopero nel campo dell’impiego privato. Per risolvere i problemi del nostro Paese, non bisogna dare ragione alle aziende che, come la Fiat, intendono limitare questo diritto. Al contrario, occorre ribadire che un pieno sviluppo della democrazia anche nei luoghi di lavoro è la premessa di qualsiasi progresso”.

Sergio Bellavita (Segretario nazionale Fiom, responsabile del settore Ict) intervenendo ad Ancona ha dichiarato: “Quella realizzata oggi nelle Marche è stata una manifestazione straordinaria, con un’alta adesione allo sciopero, in linea con il successo registrato a livello nazionale. Lo sciopero generale è ormai una necessità conclamata. Ogni ritardo è un ritardo colpevole”.

Laura Spezia (Segretaria nazionale Fiom, responsabile dell’Ufficio sindacale). “La manifestazione regionale del Lazio - ha detto intervenendo a Cassino - è stata una manifestazione molto determinata nel rivendicare la dignità, la libertà e la democrazia nei luoghi di lavoro e la necessità di continuare la mobilitazione. Quello di oggi è l’inizio di un percorso che dovrà vedere una mobilitazione generale nel paese”.

Intervenendo a Padova, Giorgio Cremaschi (Presidente del Comitato centrale Fiom) ha affermato: “Il grande successo dello sciopero nel Veneto si spiega anche con la generalizzata partecipazione ad esso da parte di iscritti a Fim e Uilm. E’ un segnale che anche i lavoratori iscritti agli altri sindacati non vogliono il modello Marchionne. Questo successo dovrebbe essere un segnale anche per la Lega Nord che, dopo aver promesso ai ceti popolari e ai lavoratori di tutelarli, oggi si piega al diktat di Marchionne e delle multinazionali accettando che i lavoratori italiani possano lavorare come i cinesi”.

Fausto Durante. Intervenendo a Cagliari, il dirigente nazionale della Fiom ha detto: “Occorre un progetto Sardegna per rilanciare l’industria e l’occupazione. In quest’isola, così come in altre parti del Mezzogiorno, il primo problema con cui l’azione sindacale deve tornare a confrontarsi non è la mancata o insufficiente tutela dei diritti dei lavoratori, ma il fatto che il lavoro non c’è. Il nostro primo impegno deve essere quindi quello di difendere gli attuali livelli occupazionali rispetto ai processi di desertificazione industriale in corso battendosi, contemporaneamente, per una vera ed efficace politica industriale”.

Francesca Re David (responsabile dell’Ufficio di organizzazione Fiom). “E’ proprio da qui - ha detto intervenendo a Pomigliano d’Arco - che è partita la lotta sviluppatasi poi a Melfi e a Mirafiori. Una lotta che è riuscita a rimettere al centro dell’attenzione nazionale la questione del lavoro in tutti i suoi aspetti: dal diritto a un’occupazione stabile, ai diritti dei lavoratori, alla democrazia nei luoghi di lavoro e nel Paese.”

Altri interventi e dati sullo sciopero sono reperibili sul sito ufficiale della Fiom (www.fiom.cgil.it).


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
 

Roma, 28 gennaio 2011