COMUNICATO STAMPA

 

Congresso Cgil/1. Durante (Fiom): “Coniugare il conflitto e la pratica democratica con le dure responsabilità della contrattazione”


“Parlando a Rosarno, in occasione del Primo Maggio, il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha richiamato l’attenzione di tutti su quei paesi, come la Cina o Cuba, in cui non c’è democrazia e in cui, quindi, non c’è libertà per i sindacati. Ha fatto bene. Credo però che avrebbe dovuto ricordarsi di parlare anche dell’Italia. A me pare evidente, infatti, che nel nostro Paese si sia venuto creando un gigantesco problema di democrazia sindacale: a milioni di lavoratori viene impedito di potersi esprimere, attraverso un voto vincolante, sugli atti contrattuali che determinano le loro condizioni di vita e di lavoro.” Lo ha detto Fausto Durante, della Fiom-Cgil, intervenendo oggi a Rimini al 16° Congresso nazionale della Cgil.

“A chi ha dichiarato ieri che questo sarebbe un Congresso con cui la maggioranza della Cgil si appresterebbe ad andare a Canossa, ovvero a rientrare a capo chino nel quadro definito dall’accordo separato sul sistema contrattuale del 22 gennaio 2009, e che proprio per questo non sarebbe in sintonia con la base dell’organizzazione, come sarebbe stato evidenziato dai fischi di ieri, rispondo – ha detto ancora Durante – che fa due errori. Primo errore: non è vero che la maggioranza della Cgil sia acquiescente. Al contrario, la Cgil non si è limitata, con la sua azione dell’ultimo anno, a esprimere un dissenso rispetto a quell’accordo separato: ha risposto ad esso con una lotta aperta, volta a scardinare il quadro da esso delineato. E proprio perché è forte di questa lotta, e in coerenza con essa, si propone oggi di conquistare un nuovo assetto del sistema contrattuale in cui anche Cisl e Uil possano riconoscersi. Secondo: osservo che se c’è qualcuno che non è in sintonia con la maggioranza degli iscritti alla Cgil, che del resto si sono espressi chiaramente nel voto sulle mozioni congressuali, è proprio chi si attarda a insistere su posizioni estremistiche e settarie.”

“La verità – ha proseguito Durante – è che la Cgil, come è apparso chiaramente con la relazione tenuta ieri da Guglielmo Epifani, è un grande sindacato che avanza proposte serie e importanti per il futuro del nostro Paese. Un sindacato che pensa che la forza che gli proviene dal consenso dei lavoratori non serva solo ad agitare una bandiera, ma debba tradursi in efficaci conquiste contrattuali.”

“E proprio questo – ha affermato Durante – è stato ed è il senso della battaglia che, insieme a tanti generosi compagni, abbiamo condotto nella Fiom a partire dal Congresso ordinario anticipato del 2004. Una battaglia che prosegue con maggior forza perché in questi anni tra la Fiom e la Cgil si è aperto un fossato. Alcuni sembrano auspicare che questo fossato sia sempre più profondo e che le sue acque limacciose siano solcate da feroci coccodrilli, pronti ad azzannare chiunque tenti di superarle. Noi, invece, lavoriamo per gettare dei ponti che avvicinino le due rive.”

“La Fiom che vogliamo – ha concluso Durante – è proprio questa: un sindacato che sappia coniugare il conflitto e la pratica democratica con le dure responsabilità della contrattazione.”


Fiom-Cgil/Ufficio stampa

 

Roma, 6 maggio 2010