COMUNICATO STAMPA

 

Alcoa. Fim, Fiom, Uilm: “L’Azienda vuole chiudere i suoi impianti italiani. Noi non possiamo permetterlo”

 

Le Segreterie nazionali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil hanno diffuso oggi un comunicato di cui riportiamo ampi stralci.

L’incontro che si è svolto a Roma nella serata di martedì 26 gennaio, presso il ministero dello Sviluppo Economico, per la vertenza Alcoa “è fallito per la completa indisponibilità dell’Azienda ad apprezzare anche gli ulteriori vantaggi ottenuti con l’ultimo decreto sull’energia di venerdì 22 gennaio”; vantaggi che “soddisfano completamente” le richieste avanzate dalla stessa Azienda.

“Per Alcoa pare che nulla sia cambiato”; l’Azienda “continua a volere la fermata degli impianti che non sarebbe altro che l’avvio della chiusura definitiva della produzione di alluminio primario in Italia”.

“Correttamente, anche il ministero dello Sviluppo Economico ha ribadito che l’atteggiamento dell’Azienda è inaccettabile e ha convenuto sulla richiesta delle Organizzazioni sindacali relativa alla necessità dell’intervento della Presidenza del Consiglio.” Intervento che “è stato fissato per il 5 febbraio”.

“Rispetto alle obiezioni della delegazione sindacale sui tempi relativamente lunghi di questo intervento, in particolare rispetto a possibili atteggiamenti dell’Azienda rivolti a far mancare le materie prime e a procedere comunque con la Cassa integrazione, il Ministero ha chiesto per iscritto ad Alcoa che, nel frattempo, ci sia il mantenimento della piena operatività degli impianti” aggiungendo che “<<nel caso di decisioni unilaterali dell’Azienda, il Ministero si impegna ad anticipare il previsto incontro>>.”

“Nel mentre uscivano queste richieste, Alcoa ha diffuso una sua comunicazione nella quale annuncia <<la prosecuzione del processo di Cassa integrazione, unitamente a una fermata degli impianti, effettuata in maniera ordinata, che pensiamo di completare entro il 6 febbraio>>.”

“Questo è già un atto unilaterale, l’ennesimo da parte di questa Azienda che smentisce costantemente gli impegni che prende. Chiediamo quindi al ministero dello Sviluppo Economico e alla Presidenza del Consiglio di anticipare l’incontro, con l’obiettivo di costringere Alcoa a mantenere l’impegno produttivo in Italia e a garantire, comunque, la continuità produttiva dei siti di Portovesme e di Fusina.”

“Nell’ultima comunicazione, Alcoa scopre definitivamente le sue carte, sostenendo che, <<il prezzo dell’energia elettrica ottenibile attraverso gli strumenti proposti dal Governo non permette di far operare gli impianti in maniera redditizia e, al tempo stesso, di realizzare gli investimenti necessari al miglioramento della loro competitività>>.”

“Tutti coloro che si stanno occupando di queste vicende sanno che queste ultime affermazioni di Alcoa sono false. Tante altre aziende sarebbero ben felici di poter usufruire di queste condizioni. L’unico significato plausibile è che Alcoa ha già deciso di chiudere gli impianti, ma questo non possiamo permetterlo.”

 

Uffici Stampa Fim, Fiom, Uilm

Roma, 27 gennaio 2010