COMUNICATO  STAMPA

 

Fiom. Nencini: “Servono delle politiche di settore per dare una cornice alla programmazione negoziata”. Prosegue a Napoli il seminario Fiom sulla crisi economica del nostro paese

 

Riccardo Nencini, segretario nazionale della Fiom-Cgil, ha aperto stamani, a Napoli, la seconda giornata del seminario nazionale intitolato “Il lavoro al centro. Quali risposte alla crisi strutturale dell’economia italiana?”. Ecco la sintesi della sua relazione introduttiva.

Per rilanciare l’industria in Italia, occorre perseguire due priorità di sistema.

Prima. Ricostruire la presenza della grande impresa, senza di cui non si realizza un sistema industriale capace di reggere alla competizione globale.

Seconda. Puntare sull’innovazione di prodotto sapendo che, per svilupparla e generalizzarla, non basta sostenere la ricerca pura e applicata ma occorre anche sostenere la capacità del sistema di realizzare, ovvero di tradurre, in prodotti nuovi i risultati della ricerca.

Ciò premesso, va detto che occorre rivisitare l’esperienza della programmazione negoziata.

I limiti di questa esperienza, per come è stata sin qui realizzata, stanno nel fatto che si è puntato tutto sui fattori localizzativi. In altri termini, nell’ambito di una serie di confronti territoriali, è stata dedicata grande attenzione, da un lato, allo sviluppo delle infrastrutture necessarie agli insediamenti industriali, e dall’altro ai fattori di riduzione del costo del lavoro.

Quello che è mancato, e che va quindi invece recuperato per il futuro, è un indirizzo relativo alle politiche settoriali.

A nostro parere, tale indirizzo deve costituire la cornice degli interventi locali e territoriali.

È solo così, tenendo assieme locale e globale, ovvero le vocazioni e le opportunità territoriali, con le opportunità e gli spazi del mercato globale, che è possibile lavorare per ridare competitività al nostro sistema industriale.

Va invece combattuta quella tendenza che ha dominato gli anni più recenti a giocare tutto sulla riduzione del costo del lavoro. Il risultato di tale indirizzo sbagliato, perseguito dal sistema delle imprese, è una generale precarizzazione che espone i lavoratori a subire il comando aziendale. Tale tendenza però non ha penalizzato solo i lavoratori, le cui condizioni di lavoro e di vita sono peggiorate, ma anche le imprese perché, in ultima analisi, ha generato un sistema debole e privo di consenso sociale.

È qui che si pone il problema, ormai impellente, della redistribuzione del reddito. Tale redistribuzione deve riequilibrare i rapporti di reddito tra le classi a favore del lavoro, e allo stesso tempo, evitare il rischio che si creino nuove sperequazioni all’interno dello stesso lavoro dipendente.

Fiom-Cgil/Ufficio stampa

Napoli, 31 marzo 2004