COMUNICATO  STAMPA

 

Legge 30. Cremaschi (Fiom): “Impediremo la diffusione del lavoro a chiamata e del lavoro somministrato. No al nuovo caporalato”

 

Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil e responsabile dell’Ufficio sindacale, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

 

“Con i due decreti applicativi sul lavoro a chiamata e sul lavoro somministrato, si rendono operativi alcuni degli aspetti più iniqui e distruttivi della Legge 30.”

“Diffonderemo in tutti i luoghi di lavoro un manifesto intitolato Nelle fabbriche metalmeccaniche vogliono introdurre il caporalato. Ma non ci fermeremo a questo. La Fiom intende operare per impedire che questi strumenti di degradazione del lavoro siano introdotti nell’industria metalmeccanica e, perciò, chiederemo in tutte le vertenze, sia in quelle dei pre-contratti, sia in quelle di secondo livello che conduciamo assieme alle altre organizzazioni, che questi strumenti non siano introdotti.”

“Ne facciamo una questione di principio fondamentale: il lavoro a chiamata e il lavoro somministrato non devono entrare nell’industria metalmeccanica. Se necessario, agiremo anche con cause legali per impedire, là dove le imprese decidessero di procedere unilateralmente, il diffondersi di questa piaga sociale.”

“In ogni caso, da questi due decreti esce confermata la validità della scelta politica di fondo della Fiom: la Legge 30 va abrogata e questa richiesta la rivolgiamo, con ancora maggior convinzione, alle forze politiche, in particolare a quelle di opposizione. Le imprese devono sapere fin d’ora che queste forme di lavoro ottocentesche, che oggi vengono legalizzate, non sono affidabili perché non dureranno. La contrattazione, l’iniziativa legale e l’intervento legislativo le cancelleranno.”

 

  Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 24 marzo 2004