COMUNICATO  STAMPA

 

Contratto metalmeccanici. Rinaldini (Fiom): “La nostra piattaforma è rappresentativa, ma serve una legge sulla democrazia sindacale”. I contenuti di una lettera inviata ai partiti e ai gruppi parlamentari

 

Con un atto che ha pochi precedenti, il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, ha scritto a tutti i segretari dei partiti presenti in Parlamento, ai responsabili del Lavoro degli stessi partiti e ai capigruppo parlamentari per sollecitare un’iniziativa sui temi della rappresentanza e della rappresentatività sindacali.

La Fiom ha inviato ai partiti il testo della piattaforma rivendicativa per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici e i risultati del referendum da lei promosso sulla piattaforma stessa. Nella lettera che accompagna questi documenti, Rinaldini sottolinea che il dato finale della consultazione, cui hanno partecipato ben 453.000 lavoratori, conferisce un particolare “coefficiente di rappresentatività” alla piattaforma presentata dall’organizzazione.

Tuttavia, osserva il segretario generale della Fiom, in assenza di un preciso quadro giuridico di riferimento “sappiamo perfettamente che tale rappresentatività non ha alcun peso formale al tavolo del confronto negoziale e anzi rischia di essere totalmente ignorata”.

La Fiom sollecita quindi un’iniziativa politica volta alla definizione e all’approvazione di una legge sulla rappresentanza e sulla democrazia sindacali che garantisca regole precise, in particolare, rispetto alla negoziazione dei contratti nazionali. Nello stesso tempo, la Fiom sottolinea come l’assenza di regole certe nella contrattazione finisca per essere fonte di conflitto e di rilevanti conseguenze sul piano dello stesso diritto, con il rischio che nelle relazioni sociali si affermino “l’arbitrio e persino la legge della jungla”.

Con la lettera di Rinaldini, la Fiom si dichiara, inoltre, disponibile a incontrare le rappresentanze dei partiti per illustrare le proprie ragioni e, in particolare, per discutere sui temi della democrazia sindacale.

Fiom-Cgil/Ufficio stampa

 

Roma, 29 gennaio 2003