COMUNICATO  STAMPA

 

Licenziamenti. Lunedì 1° dicembre, sciopero e manifestazione dei lavoratori
della Cofathec di Roma

 

Lunedì 1° dicembre i lavoratori della Cofathec, in sciopero, effettueranno una manifestazione-presidio sotto la sede dell’azienda sita a Roma in via Ostiense, 333. Lo annunciano, in un loro comunicato i sindacati Fiom (metalmeccanici Cgil), Filcams (servizi Cgil) e Fisascat (servizi Cisl).

“Tale iniziativa - affermano i sindacati nel comunicato - si rende necessaria visto l’atteggiamento dell’azienda indisponibile a qualsiasi ipotesi alternativa ai licenziamenti annunciati. Il tutto appare ingiustificato viste le recenti acquisizioni di commesse, per un valore complessivo di circa 27,5 milioni di euro, e l’apertura di un tavolo di confronto presso il ministero dei Beni culturali che rilanci la parte dell’azienda impegnata sui progetti Mbac (Soprintendenze archeologiche).”

“Non è ammissibile - prosegue il comunicato - che un’azienda come la Cofathec Progetti spa, facente parte del gruppo Cofathec (che vede come azionista di riferimento la società Gaz de France) e con importanti commesse pubbliche, dopo aver incassato sgravi contributivi e fiscali a carico della fiscalità generale a seguito dell’assunzione di lavoratori ex Lsu, scarichi poi sulle spalle dei lavoratori l’incapacità gestionale sin qui dimostrata.”

“Oltretutto - osservano ancora i sindacati - le scelte fatte rispetto alle figure che l’azienda vuole licenziare dimostrano una semplice rincorsa alla riduzione del costo del lavoro, senza nessuna idea di rilancio aziendale. Basti pensare che si rinuncia a figure importanti per la gestione e lo sviluppo dell’azienda come, ad esempio, l’unico disegnatore presente.”

I sindacati, nel loro comunicato, si rivolgono quindi direttamente alla Cofathec Progetti spa, chiedendo “di sospendere la procedura di licenziamento collettivo, fino a quando non sarà affrontata la discussione presso il ministero dei Beni culturali, al fine di ricercare soluzioni alternative ai licenziamenti”.

 

                                             Uffici stampa Fiom-Cgil, Filcams-Cgil, Fisascat Cisl

Roma, 28 novembre 2003