Gruppo 3. Integrativo aziendale Electrolux Zanussi di Susegana (Tv) 

L’azienda occupa 2.160 dipendenti, 500 dei quali sono migranti di 17 “etnie”

Diritto allo studio e alla formazione

Percorsi linguistici. Essendo la conoscenza della lingua e del modo di comunicare, la prima vera fonte di emancipazione delle persone. Si ritiene che i percorsi di acquisizione della conoscenza della lingua italiana siano da incentivare e da rendere obbligatori e retribuiti.

A tale fine si deve incentivare la partecipazione degli stranieri a corsi di lingua italiana fino a 250 ore retribuite in un triennio, avvalendosi di quanto disposto dagli art. 29 e 30 della disciplina generale sezione terza del CCNL 1999, dell’industria metalmeccanica (art. 29, 30 e 31 della disciplina generale sezione terza dell’ accordo Federmeccanica - Assistal, FIM UILM 2003.).

Va incentivata la frequenza ad ulteriori corsi di formazione linguistica in orari diversi da quelli di lavoro con l’assegnazione di Premio/Borsa di studio a fine frequenza del corso, utilizzando a tale scopo anche l’offerta regionale di corsi .

Ctp. La sede di riferimento per lo svolgimento dei corsi di lingua italiana è la rete dei Ctp dell’Eda.

Riconoscimento territoriale. Le competenze linguistiche acquisite e i corsi frequentati devono essere  riconosciuti e spendibili nel territorio, crediti formativi, libretto di formazione individuale etc.

Riconoscimento aziendale. La formazione professionale continua deve comportare crediti formativi, utili alla valutazione della “maggiore professionalità” da parte della Commissione Aziendale.

 

Diritto alla casa.

Concertazione delle politiche della casa. Le politiche della casa sono oggetto di negoziazione regionale e provinciale con le istituzioni e le parti sociali.

La prima accoglienza.  Non è tema di contrattazione aziendale, ma deve essere definita nelle politiche dell’abitazione.

Misure per l’accesso all’abitazione.  Sono immaginati due strumenti a regia della Provincia di Treviso e dell’azienda  per l’accesso all’alloggio:  

  • Convenzione. Al fine dell’accesso al credito agevolato per l’acquisto della prima casa, si propone lo strumento della Convenzione tra Zanussi Electrolux, banche, agenzie immobiliari, sindacato, enti locali;
  • Fondo di garanzia provinciale. Per superare gli ostacoli che si oppongono alla stipula di contratti d’affitto per i lavoratori stranieri si ritiene che Zanussi Electrolux debba partecipare al fondo di garanzia provinciale.

   

Diritto agli affetti. Ritorno al paese di origine con il ricorso alla ferie lunghe.

Più d’una sono le proposte che sono avanzate per costituire un periodo sufficiente al ritorno nel paese d’origine.

Criteri. Tale periodo, in primo luogo, non avrà una durata inferiore a quattro settimane.

In secondo luogo, le proposte di utilizzo dovranno essere compatibili con le esigenze produttive dell’azienda e con i calendari concordati dell’attività annuale.

Utilizzo delle ferie. In questa logica si propone di:

  • effettuare 4 settimane consecutive di ferie per almeno il 20% dei lavoratori;
  • in alternativa la possibilità di anticipare/posticipare le ferie per almeno il 10% dei lavoratori;
  • in caso di cali di produzione, si possono effettuare periodi aggiuntivi  alle ferie

Ulteriori proposte relative all’orario di lavoro.  Il gruppo di discussione ha proposto di valutare l’impiego di un uso del tempo di lavoro tale da generare periodi in disponibilità del lavoratore che potrebbero essere impiegati per un ritorno al paese di origine. Ciò naturalmente introdurrebbe significative novità nell’organizzazione del lavoro.

·         Part Time verticale. Applicazione di contratti di tempo parziale verticale, della durata di 8-9 mesi. Questo permetterebbe al lavoratore straniero di assentarsi fino a 4 mesi

·         Accumulazione oraria. E’ ipotizzata la possibilità di concentrare il monte ore annuo, oggi distribuito su 11 mesi, su un periodo di 10 mesi. In tal modo si renderebbe possibile conglobare 4 nuove settimane con le 4 settimane di ferie.

·         Banca ore. Allo stesso fine eventuali straordinari andrebbero cumulati in banca ore e potrebbero generare utili periodi minori.

Tutto ciò necessita di una definizione certa dell’orario settimanale (40 h settimanali).

 

Assunzioni e licenziamenti

Su queste materie delicate si propone quanto segue:

  • è fatto obbligo all’azienda di ricollocare nel territorio il personale eccedente. Allo scopo si deve avviare una contrattazione territoriale.
  • per quanto la materia sia oggetto di norme e di contrattazione collettiva nazionale, si reputa che sia comunque necessario fissare, in caso di assunzioni diverse dal contratto a tempo indeterminato, i criteri che le giustificano, e i limiti in cui esse sono possibili. Si ritiene che sia fatto obbligo a Zanussi Electrolux di confermare con contratto a tempo indeterminato gli assunti che abbiano lavorato per almeno otto mesi in azienda, o, in caso negativo, che siano ricollocati con il suo impegno diretto.

 

Altri punti della piattaforma

Pratiche burocratiche. Lo svolgimento di pratiche burocratiche legate alla condizione di straniero deve prevedere permessi aggiuntivi anche non retribuiti.

Festività. Si deve prevedere che un certo numero di festività, diverse da quelle riconosciute nel nostro paese, siano ammesse nei calendari aziendali con riconoscimento al diritto ad assenze retribuite e/o non retribuite.

   

Osservazioni

Diritto allo studio e alla formazione

  • Ccnl    In esso è codificato il diritto del lavoratore a godere in un triennio di 150/250 ore retribuite per conseguire la licenza media. Non viene indicato il riferimento all’articolo del CCNL, né i vincoli che ne condizionano l’esercizio.
  • L. 53/2000. Anche qui non si indica a quale articolo della norma ci si riferisca, né alla modalità di esercizio. Infatti la normativa distingue tra l’articolo 5, finalizzato al recupero di percorsi scolastici per il conseguimento della licenza media superiore, o di laurea, attraverso congedi fino a 11 mesi, nell’arco della vita lavorativa, non retribuiti, e riservati a dipendenti con almeno 5 anni di anzianità, e che appartengano a imprese private, e l’art. 6 che prevede congedi formativi, nell’ottica della formazione continua individuale, normati da una Delibera della Commissione regionale di concertazione, negoziata tra le parti sociali.  La Delibera , recepita da DGR prevede che siano finanziati con voucher i lavoratori dipendenti di datori di lavoro privati che intendano frequentare corsi scelti individualmente tra quelli previsti nel catalogo regionale. Sono ugualmente finanziati con voucher corsi definiti sulla base di accordi sindacali o in quattro grandi aree, o, per i progetti pilota, su argomenti da definirsi liberamente, e questo potrebbe essere il caso della formazione linguistica.

Nei prossimi giorni sono messi a bando regionale.

  • Si fa riferimento ai Fondi interprofessionali di formazione continua, nell’ambito del comparto. Ma non se ne conosce il funzionamento. Da qui la richiesta di averne una migliore conoscenza.
  • Non c’è riferimento ai corsi finanziati dall’art. 9 della l. 236/93, che sono stati i primi fondi previsti per finanziare la formazione continua in azienda, e per i quali è richiesta la firma sindacale.  Nel mese scorso sono stai presentati in regione ben 1600 progetti.
  • Nel Piano regionale annuale delle politiche dell’immigrazione, sono destinate risorse alla formazione linguistica. Sono messe a disposizione attraverso Bando regionale, e i soggetti che le richiedono debbono presentare progetti in partenariato con i Comuni.
  • Altre risorse rientrano nel Programma regionale triennale per la formazione, in via di definizione in questo periodo.
  • Nei moduli di formazione continua dovrebbero essere presenti un modulo di educazione civica e diritto del lavoro (sulla falsariga della formazione prevista per l’apprendistato).

 

  • Pur previsto da numerosi provvedimenti, anche regionali, non è ancora istituito il libretto formativo nel quale è registrata la carriera scolastica e formativa del lavoratore, con le competenze maturate e i crediti formativi acquisiti. L’idea di una banca dati che contenga la carriera formativa di ogni persona in carico ad Aia Tre  Valli, ai fini della contrattazione dei percorsi di carriera, va in tal senso, ed è interessante e  significativa, in attesa che sia istituito il libretto formativo. Necessità di istituire commissioni paritetiche per il riconoscimento della professionalità nelle aziende con più di 70 dipendenti. Per le altre debbono essere territoriali.

 

     Diritto all’abitazione

  • L’abbinamento dipendenza lavorativa-inquilinato è sentito come pericoloso per l’autonomia e la libertà individuale del lavoratore straniero.
  • Il fondo di garanzia, da concordarsi con l’azienda, dovrebbe servire ad agevolare tutti i dipendenti che intendessero stipulare un contratto di affitto, o l’acquisto o la ristrutturazione di un immobile. Nel primo caso, presumibilmente, il fondo di garanzia avrebbe la funzione di garantire il proprietario sia ai fini del versamento  regolare del canone di affitto, sia per tutelarlo in caso di danni all’immobile.  Negli altri casi dovrebbe favorire gli interessati all’acquisto o alla ristrutturazione con la garanzia offerta alle Banche, con le quali intendessero stipulare i mutui, dall’impegno solidale dei lavoratori e dell’azienda.  Non è detto nulla sulle modalità di funzionamento (se è costituito esclusivamente a carico dell’azienda, se è alimentato da versamenti anche dei lavoratori, se ci sono rivalse sul Tfr in caso di dolo, ecc…). 

Il fondo di garanzia è dunque aziendale. Non si immagina che possa collegarsi con la previsione di cui all’Intesa del punto che segue.

  • L’Intesa tra la Regione del Veneto, le province e i Comuni capoluogo del dicembre 2001, in applicazione del Protocollo che ha istituito il Tavolo Unico, ha disposto che 4 miliardi di lire venissero impiegati dalle amministrazioni provinciali per istituire fondi di garanzia o di rotazione, ed altre misure, per agevolare la fruizione di alloggi da parte dei lavoratori stranieri.  La bozza di Programma triennale per le politiche dell’immigrazione, oggi in discussione al Tavolo unico, prevede risorse molto modeste che difficilmente consentiranno alle Province di proseguire nell’attuazione dei contenuti dell’Intesa.

Le risorse, anche se incrementate del 30% quale quota parte in cofinanziamento richiesta alle Province, restano molto lontane dai bisogni espressi dal mondo dell’immigrazione.

  • Politica della casa. Nella discussione generale seguita alla presentazione delle relazioni sul lavoro dei gruppi, è degno di nota l’intervento che ha denunciato la rinuncia ormai generale a delineare e a perseguire una politica della casa. Essa deve avere di mira la domanda non soddisfatta dal mercato espressa dai singles, dalle giovani coppie, dagli anziani. In questo contesto anche il sostegno alla ricerca di un alloggio dignitoso da parte dei migranti può avere un esito positivo.

Mi preme segnalare in questo senso un Protocollo di intesa su queste materie, sottoscritto da Cgil Cil Uil con la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia. E, inoltre, a sottolineare che la notte della politica non è buia dappertutto allo stesso modo segnalo il bando della Regione Veneto  per l’assegnazione di mutui a tasso zero a sostegno delle giovani coppie che intendano acquistare la prima casa.

   

Diritto agli affetti e ritorno in patria

  • Ferie lunghe. In ogni ipotesi di integrativo è riconosciuto agli stranieri il diritto agli affetti, da esercitare anche attraverso il ricorso ad un congedo cumulativo di ferie, di permessi e anche di aspettative non retribuite.  Si ritiene, tuttavia, che esso deve essere contemperato con l’organizzazione produttiva e i calendari di lavoro.
  • Si fa notare che la scelta di ferie differenziate per durata tra italiani e stranieri, non è facilmente percepita dai lavoratori autoctoni come misura che risponde ad esigenze specifiche, legittime e per quanto possibile da tutelare. 

 

Punti non trattati

Discriminazioni. Nella discussione dei gruppi è mancata una presa in carico del tema delicato delle discriminazioni in azienda legate alle condizioni di straniero operate dal datore di lavoro, o dai suoi incaricati.

Sarebbe opportuno che una tale materia fosse oggetto di attenzione da parte di una commissione aziendale, composta da rappresentanti dell’azienda e dalla Rsu. 

Si ricordi che nel T.U. al Capo IV° sono previste disposizioni sull’integrazione sociale (art.  42) e sulle discriminazioni (artt. 43 e 44).

Ricongiungimenti. Non è detto nulla, salvo che nella proposta di integrativo dell’edilizia dove si propongono sostegni erogati dalla Cassa edile, senza specificarne il profilo.

Soggiorno. Molti problemi degli stranieri dipendono dal fatto che la normativa italiana non guarda ad essi come una risorsa, ma come a un problema di ordine pubblico. Essi entrano nel nostro paese con un contratto di soggiorno stipulato presso lo Sportello unico della Prefettura, ricevono il permesso di soggiorno dalla Questura che ne autorizza anche il rinnovo, e possono, in ogni istante, essere richiesti di giustificare la loro presenza e loro condizioni. Il problema del rinnovo dei permessi di soggiorno è tra i più critici, perché le Questure ad organici invariati debbono sbrigare pratiche crescenti, e adottando le soluzioni più  diverse per la mancata emanazione dei Regolamenti attuativi della legge 189/00 da parte del Governo.

Per ovviare a questi problemi vi segnaliamo le intese di Padova, Venezia, Vicenza tra Province, Comuni, Sindacati, e associazioni o cooperative.

Formazione all’estero. Questo tema è ricordato esclusivamente dal gruppo di discussione dell’Integrativo dell’edilizia a Verona. Si tratta di un argomento delicato e di grande attualità, viste le sperimentazioni che hanno come riferimento l’art. 23 del TU, e che, inoltre, si muovono nella logica del superamento delle quote programmate. Infatti, la prima formazione all’estero è soltanto uno degli elementi previsti dalla delibera della Commissione regionale di concertazione che ha definito i caratteri di un Ufficio di collocamento estero. Essi sono: il bando nel paese estero, la raccolta delle candidature, la preselezione, la formazione in loco, la prelazione, l’accoglienza.

Note:

Per la contrattazione aziendale è necessario che le commissioni paritetiche in tema di formazione, professionalità e contro le discriminazioni abbiano potere decisionale ed esecutivo, altrimenti creiamo strutture di carattere consultivo che servono a poco. La medesima cosa credo valga per quelle territoriali.

Per il problema  casa in azienda deve esserci la possibilità di applicare degli strumenti che però debbono essere trovati altrove e cioè nella negoziazione regionale e provinciale. Deve poi essere garantito assolutamente un filtro tra domanda e offerta sia di carattere finanziario che di intermediazione.

Art. 23 e Art. 27 lett. i), della bossi-fini  abbiamo già approfondito il tema, ma credo occorra prima interrogarci sull’utilità o meno dei flussi, visto che solo le sanatorie in Italia hanno garantito manodopera regolare (regolarizzata)nel nostro paese e che i flussi migratori sono quasi impossibili da regolare a partire dai paesi di origine senza una politica europea od internazionale chiara.

Le facilitazioni ai Ricongiungimenti familiari sono sinonimo di sicurezza sociale.

I diritti dei migranti come quelli di tutti i lavoratori cozzano con le leggi Maroni, 30 – 66 non solo con la Bossi Fini dunque chiedere con forza l’abrogazione delle stesse.

A questo punto credo sia necessario che la consulta metta in calendario tre appuntamenti seminariali uno sulla Formazione e gli strumenti per accedere ad essa, un altro sul diritto alla casa quello che c’è oggi e quello che manca e ultimo condizione di migrante e perdita del posto di lavoro.

Infine pongo un quesito sul tema della formazione, Se l’attuale sistema produttivo fatto di piccole e piccolissime aziende viste le nuove sfide per il futuro e l’attuale situazione di sfacelo industriale della regione, è in grado di accogliere i bisogni formativi dei lavoratori?