Osservazioni di Cgil, Cisl e Uil sul Libro Verde

 

Per quanto riguarda le critiche positive:

  • E’ positivo che si affronti questo tema ed è positivo che lo si faccia con il metodo della consultazione di tutte le parti sociali.
  • E’  positivo che si arrivi a definire norme e criteri comuni ed armonici per tutti i paesi europei.

Per quanto riguarda le critiche negative:

  1. Innanzitutto ci sono dei limiti a Monte che riguardano il Trattato Costituzionale: l’assenza del principio della cittadinanza civile di residenza che penalizza gli immigrati e la titolarità legislativa su questa materia che rimane saldamente nelle mani degli stati nazionali.
  2. Il documento è eccessivamente vago e c’è da auspicare che ciò sia motivato da una grande apertura verso i suggerimenti che arriveranno nel corso dell’audizione, e che non sia invece dovuto ad un eccesso di prudenza con l’obiettivo di tenere un profilo basso e minimale della proposta della Commissione.
  3. L’approccio è comunque eccessivamente economicistico ed utilitaristico.
  4. Alcuni principi assunti, anche se in forma dubitativa rispetto alle procedure di applicazione sono sbagliati.

In particolare il principio della preferenza interna nel mercato del lavoro nazionale e comunitario è un esempio di discriminazione istituzionale. Oltre che il permesso combinato di lavoro e di soggiorno che rischia di consegnare nelle mani del datore di lavoro un arma di ricatto inaccettabile, come accade nella tragica esperienza italiana della Bossi-Fini. Infine l’ipotesi di limitare per gli immigrati la mobilità da un lavoro ad un altro o la richiesta di una fantomatica “ prova di necessità economica”  risultano discriminanti, oltre che procedure incongruenti, e bizzarre.

Proposte

  1. Per avere un approccio equilibrato al tema delle migrazioni per motivo di lavoro  per motivo di lavoro, l’Europa dovrebbe assumere l’impegno a ratificare ed a far ratificare dai singoli Stati, la Convenzione ONU del 18/12/1990 sui diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie.
  2. Occorre eliminare tutte le  forme di discriminazione nel mercato del lavoro con norme che stabiliscono pari opportunità e controllo sulla gestione della forza lavoro tali da evitare concorrenza sleale e dumping sociali; quindi bandire preferenze, e forme di segregazione.
  3. Anche in questo contesto occorre rilevare quanto possa essere sbagliata e dannosa la Direttiva Bolkestein che contiene la clausola delle norme di riferimento del paese d’origine alle imprese di servizio ed ai loro dipendenti con distacco ecc….Quindi chiederne  il ritiro.
  4. L’architrave delle proposte Europe sull’ ingresso dei migranti per motivi economici e di lavoro deve essere il principio del “permesso d’ingresso  e di soggiorno per ricerca di occupazione”. Questo principio riconosce l’immigrato come persona, come soggetto attivo nel mercato del lavoro (non solo merce e braccia sotto il dominio del datore di lavoro). Consentirebbe di dare un colpo mortale alla immigrazione clandestina ed al traffico speculatorio e criminale imponendosi come “ via legale per l’immigrazione”  con un effetto a catena di emersione e civilizzazione del rapporto fra immigrati e società d’accoglienza.
  1. Per quanto riguarda il rapporto con i paesi d’origine dei flussi migratori sono interessanti le considerazioni del Libro Verde sulla cooperazione e gli accordi bilaterali soprattutto su informazione-formazione-incentivi al rientro-facilitazione sulle rimesse ma occorre inserire il tema della previdenza (totalizzazione contributiva ecc..)

     

    28 gennaio 2005