Comunicato stampa Fem

 

23 luglio 2002: ultimo giorno del Trattato della Ceca

Il settore dell'acciaio tra passato e futuro dell'Unione europea

 

È in questo giorno, 23 luglio 2002, che il Trattato della Ceca giunge alla fine, dopo 50 anni di esistenza. Una cerimonia simbolica avrà luogo a Bruxelles, nel corso della quale la bandiera della Ceca sarà ammainata e consegnata da Enrico Gibellieri, ultimo presidente in carica del Comitato consultivo, a Romano Prodi, presidente della Commissione europea.

La storia della Ceca mostra che è stato possibile ristrutturare delle imprese in modo socialmente responsabile e che la competitività dell'industria metallurgica europea è stata il frutto di ricerche e di innovazioni durature, che si sono basate su un dialogo sociale ininterrotto del settore.

La Federazione europea dei lavoratori della metallurgia (Fem) vuole ricordare questa ultima giornata affermando che i lavoratori europei del carbone e dell'acciaio e le loro organizzazioni sindacali godono di tutta la stima per gli sforzi fatti durante questi 50 anni, al fine di proteggere e di promuovere il posto di lavoro e le condizioni di vita, e per aver accordato ai lavoratori il diritto di esprimersi nel corso di decisioni cruciali, influenzando la vita delle famiglie e della collettività.

Il Trattato della Ceca ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'industria siderurgica, dotando l'Alta autorità, cioè la Commissione europea, degli strumenti che hanno permesso di instaurare un'autentica politica industriale europea. Il Trattato ha anche messo la dignità dei lavoratori, delle loro famiglie e della collettività sullo stesso piano degli obiettivi di progresso economico e tecnologico.

È stato particolarmente efficace nella gestione delle gravi crisi che hanno colpito i due settori. Ha permesso di affrontare le ristrutturazioni che queste crisi hanno imposto al prezzo di enormi sacrifici sul piano sociale, grazie agli strumenti previsti dal Trattato, che hanno favorito le continue innovazioni nelle procedure così come nei prodotti dei settori della Ceca.

Programmi di ricerca e d'innovazione, di formazione e di reimpiego del personale, di misure sociali, prestiti per investimenti, programmi di costruzione, una politica in materia di prezzi e di concorrenza, di statistiche, un dialogo strutturato del settore: questi sono stati gli strumenti efficaci di una strategia di sviluppo unico e coerente.

Prima che altri settori, le attività di ricerca hanno contribuito a migliorare in modo sostanziale le condizioni di lavoro e la compatibilità ambientale delle tecnologie di produzione, e a integrarvi gli aspetti socio-economici.

La messa in opera del Comitato consultivo della Ceca, organo composto dai rappresentanti dei produttori, dei lavoratori, dei consumatori e dei distributori dei due settori industriali ha fatto in modo che il Trattato della Ceca costituisse il primo esempio di un dialogo settoriale di livello europeo.

Il Comitato consultivo ha dato voce a generazioni di imprenditori, di lavoratori, di tecnici, di ricercatori, di dirigenti e di delegati sindacali appartenenti ai due settori. Insieme alle istituzioni locali, nazionali ed europee, sono stati i pilastri della Ceca.

La Fem si ritiene soddisfatta della straordinaria parte che ha svolto il movimento sindacale nella costruzione di questa solida base di appoggio.

L'eredità della Ceca non verrà persa. Sarà utilizzata in modo fruttuoso per:

·         attività di ricerca sotto l'egida di  "Fondi per la ricerca nei settori del carbone e dell'acciaio";

·         dialogo settoriale strutturato in seno al sottocomitato consultivo per il carbone, l'acciaio e la riconversione industriale nel contesto del Comitato economico e sociale, con lo scopo di trasferire il modello d'intervento settoriale della Ceca ad altri grandi settori industriali europei;

·         dialogo sociale del Comitato misto per l'acciaio, per la costituzione di un comitato per il dialogo sociale settoriale nell'industria siderurgica europea.

 

Su quest'ultimo punto, Reinhard Kuhlman, segretario generale della Fem, ha riaffermato: "Abbiamo la volontà di  perseguire un dialogo industriale e sociale sostanziale, oltre a delle consultazioni costruttive con gli industriali (Eurofer) e le istituzioni europee, in particolare la Commissione e il Parlamento. In questa giornata storica, la Fem chiede a Eurofer di assumersi urgentemente le proprie responsabilità e di risolvere senza indugio i problemi inerenti la sua legittimità e i suoi obblighi. Nel caso contrario, si potrebbe avere l'impressione che Eurofer e l'industria siderurgica europea non abbiano la volontà politica di proseguire il dialogo sociale. Il Comitato misto per l'acciaio si deve subito inserire nel quadro di un dialogo sociale istituzionalizzato. Dopo 50 anni di cooperazione e di consultazioni fruttuose, è quasi impensabile che non ci sia più continuità in materia di dialogo sociale in seno a una istituzione incaricata di perseguirlo".

Ricordando le parole pronunciate il 26 gennaio 1953 da Jean Monnet, in qualità di presidente dell'Alta autorità durante la prima riunione del Comitato consultivo: "(…) Siamo all'inizio di una lunga opera, che dovremmo perseguire insieme. Solamente se quest'opera permette una produzione migliore, assicura un libero accesso a tutti gli utilizzatori a tutte le fonti di approvvigionamento, a prezzi ridotti e senza discriminazioni, solamente se questa ha per effetto un miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, noi saremo riusciti (…)".

Enrico Gibellieri ha dichiarato: "Dunque, è con grande e legittima fierezza che possiamo infine dire oggi che siamo riusciti. Questa esperienza rivestirà un grande e importante valore nel quadro dell'allargamento dell'Unione europea, per i problemi industriali e sociali sui quali si confrontano oggi i paesi candidati all'adesione".