INVITO ALLA MOBILITAZIONE IL 7 Dicembre 2011

ArcelorMittal: Investire per il futuro in Europa
 

I sindacati europei riuniti sotto l'egida della Federazione Europea dei Metalmeccanici '(EMF), chiedono a tutti i lavoratori di ArcelorMittal e dei suoi subappaltatori di unirsi a loro in una giornata europea di azione di solidarietà in segno di protesta contro la chiusura di impianti, piani di ristrutturazione e di tagli occupazionali, che minaccia la redditività a lungo termine del produttore di acciaio leader in Europa.

Il 7 dicembre,
alcuni lavoratori Belgi e Lussemburghesi, insieme a rappresentanti sindacali di tutti gli stati interessati dai siti della Mittal, parteciperanno a Londra ad un si-tin di protesta con conseguente conferenza stampa, mentre nel resto dei siti Arcelor- Mittal dei paesi europei ci saranno scioperi ed interruzioni con manifestazioni e le assemblee generali per protestare contro l'attuale strategia della società e in favore di soluzioni alternative che possono offrire garanzie per il futuro sviluppo della società e posti di lavoro.

Questa giornata di unità d’azione darà ai dipendenti ed i loro rappresentanti, l'opportunità di far sentire chiaramente la loro posizione. Vogliamo esprimere la nostra profonda indignazione e preoccupazione in relazione a:

• Una politica disastrosa di gestione industriale che ha trasformato in una politica di gestione puramente finanziaria volta ad un ritorno in denaro massimo anche se questo significa accettare la perdita di quote di mercato mantenendo prezzi elevati.

• Una strategia che genera sempre di più profitto e sempre meno posti di lavoro (il numero di posti di lavoro tagliati da ArcelorMittal dal 2006 a oggi è di oltre 30.000 lavoratori).

• La mancanza di investimenti strategici, e anche gli investimenti relativi alla semplice manutenzione impianti.

• Una politica del tutto assurda per quanto riguarda le competenze e le capacità, dove la ridondanza segue un altro, i lavoratori temporanei ben addestrati sono invitati a lasciare ed ex dipendenti sono regolarmente invitati a tornare a causa della mancanza di know-how disponibile per il funzionamento delle apparecchiature.

La unilaterale decisione, senza alcuna consultazione degli organi di rappresentanza dei lavoratori e il mancato rispetto degli accordi esistenti.

Si chiede:

lo sviluppo di un progetto industriale orientato verso il futuro, basato sull'innovazione, sullo sviluppo di know-how che serve per sviluppare gli acciai di domani;

la elaborazione di una politica ambiziosa intesa a mantenere e sviluppare ulteriormente le competenze e capitale umano;

il pieno rispetto degli impegni e degli accordi stipulati dalla fusione nel 2006;

il pieno rispetto dei diritti di informazione e consultazione a livello nazionale ed europeo, soprattutto per quanto riguarda il tener realmente conto delle soluzioni alternative proposte dai rappresentanti dei lavoratori al fine di mantenere i siti;

• l'utilizzo dei periodi di produzione e dei periodi di non produzione per investire nella formazione dei dipendenti, ristrutturazione impianti, armamento e ammodernamento.

I sindacati europei faranno tutto quanto in loro potere per garantire che l'acciaio resti alla base di un sistema integrato e indipendente della politica industriale europea. A tal fine, essi esigono che ogni Stato intervenga attraverso il proprio Governo nel settore siderurgico, che dovrà intervenire sul governo centrale europeo.