Comunicato della Segreteria nazionale Fiom

 

Profondo dolore per l’ennesimo omicidio bianco all'Ilva di Taranto

 

La Segreteria nazionale della Fiom esprime profondo dolore per l’ennesimo omicidio bianco all’Ilva.

La morte di Vito Rafanelli si poteva evitare, come tutti gli altri infortuni gravi e mortali che hanno colpito i lavoratori della più grande fabbrica italiana. E’ l’intero regime di fabbrica, il suo funzionamento, l’autoritarismo aziendale, l’inosservanza delle norme di sicurezza, che vanno posti sotto accusa. Occorre che le pubbliche autorità intervengano con la massima decisione per colpire a tutti i livelli le responsabilità aziendali. E’ necessario che l’opinione pubblica democratica e le istituzioni capiscano che quanto avviene all’Ilva è intollerabile per il nostro Paese, così come per qualsiasi paese civile e che la sequela degli infortuni deve essere interrotta con un intervento deciso e corale.

La Fiom , nell’esprimere cordoglio e solidarietà ai familiari del lavoratore tragicamente scomparso, assume l’impegno a non lasciare nulla di intentato perché tutte le responsabilità siano perseguite affinché, con l’iniziativa sindacale e con quella legale, finiscano le tragedie all’Ilva.

La Fiom si costituirà parte civile in tutti i procedimenti in corso contro l’Azienda e chiederà che la magistratura persegua le responsabilità facendo riferimento non solo alla situazione contingente ma a tutto il regime di fabbrica. La Fiom dà pieno sostegno a tutte le iniziative di lotta decise dalle Organizzazioni sindacali tarantine e, assieme alle altre organizzazioni sindacali metalmeccaniche, si attiverà perché ci siano iniziative nazionali sulla salute e la sicurezza nel Gruppo Ilva.

 

Segreteria nazionale Fiom

 Roma, 23 agosto 2006