Comunicato sindacale delle segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm e del Coordinamento nazionale del gruppo Marconi

 

Il coordinamento nazionale del gruppo Marconi esprime il più netto dissenso di fronte alla richiesta aziendale di procedere a una riduzione dell'organico di 1.100 unità su un totale di 2.700 addetti.

Riduzione inaccettabile perché penalizzerebbe ulteriormente realtà già drammatiche da un punto di vista occupazionale (Genova, Marcianise, Roma), ma soprattutto sarebbe una riduzione di personale che comprometterebbe il rilancio dell'azienda.

Il piano presentato dall'azienda è esclusivamente un piano di riduzione dei costi, come si evince chiaramente. In questo modo, la nuova proprietà della Marconi, formata dalle banche (55%) e dagli obbligazionisti (45%), presenta un piano senza nessuna ipotesi di rilancio aziendale.

La situazione della Marconi è poi ulteriormente aggravata dalle difficoltà che sta incontrando l'acquisizione da parte di Finmeccanica della Ote di Firenze e del settore Marconi Access di Chieti e Genova, in tal modo il numero dei lavoratori a rischio sale a oltre 2.000 unità su un organico di circa 4.000.

Il coordinamento e Fim, Fiom, Uilm nazionali a fronte della gravità della situazione, ritengono necessario un intervento della presidenza del Consiglio per riprendere un confronto che porti a una soluzione della crisi del gruppo Marconi che non pesi esclusivamente sulle spalle dei lavoratori dipendenti.

La posizione dell'azienda è inaccettabile perché prevarica il confronto con il sindacato, decidendo in anticipo l'apertura di una procedura di mobilità per licenziamento, prima della conclusione del confronto sindacale.

A fronte di questa posizione il coordinamento e Fim, Fiom, Uilm nazionali decidono un primo pacchetto di 8 ore di sciopero in Marconi Communications e 2 ore in Marconi Mobile, da effettuarsi con iniziative esterne che verranno decise a livello territoriale.

Genova, 3 dicembre 2002

Coordinamento Marconi

Fim, Fiom, Uilm nazionali