La nuova prevenzione: punire chi si infortuna

 

Il Ministro Sacconi emanerà tra qualche settimana il decreto correttivo che stravolge il Testo Unico, cancellando, tra le altre cose, la responsabilità dei dirigenti aziendali rispetto alla sicurezza e alla salute dei lavoratori, riducendo le sanzioni per le imprese che violano le norme di sicurezza e scaricando invece le responsabilità dell’eventuale infortunio o malattia professionale unicamente sul lavoratore a causa sempre di un suo supposto maldestro gesto o comportamento.

La Sirti da vera azienda leader ha deciso di anticipare tutti inviando una contestazione disciplinare a un lavoratore pugliese perché nella sua attività lavorativa “indietreggiando inciampava in un gradino e si provocava un infortunio grave”, aggiungendo che l’infortunio si è verificato solo perché c’è stato un incauto comportamento del lavoratore stesso.

Si potrebbe sorridere a una tale lettera di contestazione che non ha nessun legittimo fondamento ma purtroppo rappresenta quanto potrebbe succedere in tutte le imprese dopo l’emanazione del decreto.

La Sirti, la Confindustria, il Governo tentano di intimidire i lavoratori, con il ricatto dei provvedimenti disciplinari, cosi da non far denunciare gli infortuni che scompariranno come per incanto diventando assenze per malattia e cosi permettendo alle aziende anche di risparmiare sul premio assicurativo dell’Inail.

La Fiom contrasterà con il conflitto e le azioni legali tali atteggiamenti delle imprese e del Governo a partire dalla Sirti: sostenendo lo sciopero di lunedì 13 dei lavoratori dei centri della Puglia e della Basilicata e chiedendo l’immediato ritiro delle contestazione disciplinare stessa, senza il quale si procederà all’attivazione dell’azione legale a tutela del lavoratore e dei diritti collettivi.

 

p. l’Ufficio S-A-S

Maurizio Marcelli

il coordinatore di settore

Augustin Breda


 

Roma, 10 luglio 2009