Alcatel-Lucent: ancora problemi


 

Si è tenuto il giorno 29 luglio, presso l’Assolombarda di Milano, l’incontro con Alcatel Lucent Italia per esaminare la situazione aziendale, alla luce anche dell’andamento complessivo della Corporate e delle conseguenti decisioni assunte da Parigi.

L’azienda a tale riguardo ha ribadito che permane una condizione di grande criticità, legata sia alla riduzione dei volumi di mercato ( i ricavi di Alcatel Lucent evidenziano una flessione che va dall’8% al 12%), che ai margini degli stessi (la profittabilità è ancora “in rosso”).

La situazione finanziaria si presenta delicata, nonostante la sopravvenienza attiva derivante dalla vendita di Alcatel Space.

In questa situazione, la terapia che ancora una volta la Corporate ha scelto di adottare, è quella della riduzione dei costi, sia sul piano delle spese fisse, che su quello del costo del lavoro.

Oltre a ciò, è stato illustrato un nuovo modello organizzativo e gestionale che porterà a ridurre ulteriormente il peso e il ruolo delle “legal entity” (nel nostro caso di Alenia Lucent Italia) a favore di una gestione e di una responsabilità sovrannazionale pressoché esclusiva in capo alla Corporate.

Per quanto riguarda il nostro Paese, gli interventi definiti da Parigi toccherebbero tre fronti:

  • Operations: il “must “ rimane quello di una riduzione dei costi, a qualità costante: l’azienda conferma quindi l’operazione di dismissione di Battipaglia.

  • Ricerca e Sviluppo: si prevede che Optics perderà volumi a livello globale; l’Italia ha comunque riconosciuta una R.& D. con capacità di innovazione a costi sostenibili.

  • Region: di fronte alla riduzione delle vendite sul mercato domestico (scese da 425 milioni del 2007 a 380 milioni di euro nel 2008) è necessario ritarare i costi che generano tali vendite, con un intervento di riduzione su tutte le funzioni aziendali che vi concorrono.

Di conseguenza, gli interventi sugli organici riguarderebbero complessivamente 237 lavoratori così suddivisi: 92 nelle operation; 145 in parte nella gestione business-optics, ma più complessivamente nella “Region”.

Con interventi analoghi negli altri Paesi (Francia -1000; Belgio -150; Germania -300; etc.) la Corporate mira ad arrivare al punto di pareggio di bilancio con l’ultimo trimestre 2009.

Dei 145 lavoratori, a detta dell’azienda, 36 hanno maturato (o matureranno nel corso della mobilità) il requisito pensionistico; pertanto, sostiene la direzione, questi “se ne dovranno andare obbligatoriamente in mobilità”, i rimanenti 109 “saranno interessati invece da un provvedimento di cassa integrazione ordinaria”

Le segreterie di Fim Fiom e Uilm e il coordinamento di Alcatel Lucent hanno replicato che consideravano innanzitutto le richieste aziendali di “ulteriori eccedenze” in contrasto con quanto pattuito con l’intesa sulla mobilità lunga e breve del luglio 2007, intesa che “metteva in sicurezza” l’organico di Alcatel Lucent Italia per tutto il triennio 2007, 2008, 2009. Hanno poi aggiunto che l’uso di eventuali strumenti doveva necessariamente essere inserito in un accordo quadro di piano industriale, atto a salvaguardare e a garantire l’attuale assetto di Alcatel Lucent Italia, nelle sue componenti sia di R.& D. che di Operation.

Le Organizzazioni sindacali hanno concluso che gli eventuali strumenti utilizzabili in un quadro industriale di prospettive chiare non potrebbero essere che solidaristici e volontari. Il tavolo per proseguire il confronto è stato aggiornato ai primi di settembre.

FIM FIOM UILM Nazionali

 

Roma, 30 luglio 2009