Delegazione della FISM in Palestina, 3 – 5 ottobre 2007

 

Mi sono recata in Palestina, su invito della Fism, insieme a Marcello Malentacchi, segretario generale, e Carla Coletti, per una visita di solidarietà al sindacato PGFTU, a Nablus. Dato il tempo molto ristretto a disposizione abbiamo solo  potuto andare, oltre che a Nablus, a Betlemme, per vedere come la costruzione del muro ha ridotto l’accesso a questa città, un tempo centro di visite per migliaia di turisti e pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, una delle sue più importanti risorse economiche. Per quanto breve, la visita in Palestina è stata importante, perché ha segnato la ripresa di una iniziativa dei sindacati metalmeccanici a livello internazionale che si tradurrà tra breve in una più ampia delegazione da diversi paesi. sulla situazione dei lavoratori nei territori occupati da Israele è da segnalare anche un importante rapporto della OIL (www.ilo.org/publns) (Alessandra Mecozzi)

Questa è la dichiarazione della FISM successiva alla visita:

“Il Segretario Generale della Fism si è recato a Nablus nella prima settimana di ottobre per incontrare il gruppo dirigente della PGFTU (Palestinian General Federation of Trade Unions. Scopo della visita era esprimere la solidarietà della Fism al Sindacato affiliato in Palestina.

Le vite di tutti i lavoratori palestinesi e delle loro famiglie sono duramente colpite dall’aumento delle restrizioni alla libertà di movimento delle persone e dal drammatico isolamento della striscia di Gaza e della West Bank. In conseguenza di ciò la disoccupazione ha raggiunto il 55% a Nablus (dall’11%, precedente l’anno 2000) e circa più del 65% a Gaza. La maggior parte delle attività produttive – in particolare nell’industria metalmeccanica – sono paralizzate o pesantemente minacciate dalle restrizioni sulla importazione di materie prime e componenti. Se non c’è uno sviluppo dei negoziati di pace, con l’eliminazione delle barriere e l’emissione di permessi di lavoro in Israele, non sembra che ci sia una reale prospettiva di sviluppo e la disoccupazione rimarrà il problema chiave per i lavoratori e lavoratrici palestinesi.

In Gaza la attuale situazione rende estremamente difficile la tutela dei bisogni fondamentali dei lavoratori, che mancano di qualsiasi assistenza ad esigenze fondamentali, come l’assicurazione sanitaria. I metalmeccanici della Pgftu stanno riorganizzando le loro strutture per cercare di superare gli ostacoli che derivano dalla attuale situazione politica. La loro principale richiesta al Movimento sindacale internazionale è di sostenerli nello sforza di ricostruire un sindacato democratico e forte che sia capace di garantire il rispetto dei diritti fondamentali e del salario minimo dei metalmeccanici.

Un tema di particolare attenzione per il Pgftu è la mancanza di qualsiasi tutela giuridica per i lavoratori palestinesi impiegati in Israele, dove essi possono essere rappresentati solo da avvocati israeliani, con costi insostenibili. Per questa ragione una delle questioni per loro fondamentali rimane l’applicazione dell’accordo firmato con il sindacato israeliano, Histadrut, nel marzo 1995. Vorrebbero l’assistenza della Fism per mettere a punto una chiara agenda per il dialogo con il sindacato metalmeccanico di Histadrut sulle questioni essenziali che interessano i lavoratori palestinesi.

La Fism, come altre Federazioni internazionali, è impegnata a sostenere il movimento sindacale palestinese nella difesa dei diritti del lavoro, nel miglioramento della situazione organizzativa e del lavoro, nel creare lavoro e rafforzare sindacati democratici.

E’ stato convenuto che la Fism assisterà il suo affiliato palestinese nel definire un piano strategico per i metalmeccanici e farà appello alla solidarietà dei sindacati metalmeccanici di tutti i paesi a sostegno delle loro sorelle e fratelli palestinesi.

La Fism sta discutendo, anche con i metalmeccanici di Histadrut, le date per una delegazione dell’Esecutivo della Fism che incontri i metalmeccanici di entrambi i paesi e favorisca la riapertura di un dialogo, nell’interesse di tutti i sindacati. “ (www.imfmetal.org)