Comitato fermiamo la guerra. Riunione del 14 settembre

Documento finale unitario

 

18 settembre manifestazioni in tutta Italia

 

Liberate la pace

Vita e libertà per Simona, Simona, Ra'ad, Mahnoaz, per tutti gli ostaggi e il popolo iracheno

Tacciano le armi

Stop subito ai bombardamenti su Falluja e su tutte le città irachene

Fine dell'occupazione

Ritiro delle truppe

 

Confermiamo lo stato di mobilitazione permanente per la vita e la libertà dei nostri quattro ostaggi, di tutti gli ostaggi e del popolo iracheno; per spingere il Governo a prendere tutte le iniziative utili alla liberazione dei sequestrati; per portare l'Italia fuori dallo scenario di guerra e di terrore.

Ci stringiamo ai nostri fratelli e sorelle di "Un ponte per", a cui esprimiamo la massima solidarietà e condivisione, con il più grande apprezzamento per il lavoro che stanno portando avanti. Le loro indicazioni ci sono assolutamente preziose.

Confermiamo l'appello per una settimana straordinaria di mobilitazione unitaria, sulla base della nostra piattaforma condivisa che qui sopra riportiamo, e l'invito a costruire per sabato prossimo una nuova giornata di manifestazioni in tutta Italia.

Proseguiamo l'impegno perché il Governo si spenda per misure immediate capaci di alleviare le sofferenze del popolo iracheno, prima tra tutti il cessate il fuoco con la fine dei bombardamenti sulle città. Chiediamo un impegno riguardo la drammatica condizione dei prigionieri delle carceri irachene.

Facciamo appello al Parlamento Europeo perché sostenga con il voto il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe occupanti. Ci impegniamo a rafforzare il fronte di solidarietà di ampiezza straordinaria che si è creato in questi giorni in tutto il mondo, proseguendo l'incontro e il dialogo con le comunità islamiche, le comunità migranti, con il mondo arabo e la società irachena. Questa è di per sé una risposta a chi vuole costruire lo scontro di civiltà.

Crediamo essenziale allargare il fronte della partecipazione. Facciamo appello agli studenti perché organizzino assemblee, iniziative, gesti simbolici. Facciamo appello al mondo del lavoro perché organizzino assemblee e iniziative.

Facciamo appello agli Enti Locali perché aderiscano alla campagna degli striscioni "Liberate la pace", perché sostengano concretamente i progetti di solidarietà, perché convochino Consigli straordinari aperti.

A tutti i cittadini, le cittadine, le organizzazioni della società civile chiediamo di sostenere attivamente i progetti umanitari delle ong indipendenti in Iraq.

Ci dichiariamo disponibili a tutte le forme di iniziativa che si renderanno necessarie.

E mentre facciamo appello alla massima partecipazione alla manifestazione europea contro la guerra che si svolgerà a Londra il 17 ottobre a conclusione del Forum Sociale Europeo, sentiamo con forza il bisogno di un salto di qualità nella mobilitazione, che sia all'altezza della drammaticità dell'escalation della guerra, del terrore, della barbarie globale che si esprime con tanta forza nel mondo, dall'Iraq al Medio Oriente alla Cecenia.

Ci impegniamo ad avviare una discussione sulla costruzione di una scadenza nazionale.

Ribadiamo il valore dell'autonomia del movimento e dell'unità costruita sui contenuti che limpidamente, da anni, portiamo avanti.