Oan. Comunicato sindacale

Il coordinamento nazionale Fiom di Officine Aereonavali riunitosi a Roma il 7 marzo 2006 esprime grande preoccupazione per la tenuta industriale di OAN.

È sotto gli occhi di tutti la situazione di crisi industriale in cui versa la società e nonostante ciò il gruppo dirigente non ritiene opportuno spiegare al sindacato ed ai lavoratori il reale stato di difficoltà dell’impresa.

Da mesi la Fiom sta premendo per avere un incontro utile a chiarire i carichi del lavoro per il 2006 e per analizzare il risultato industriale del 2005 senza avere risposta.

Preoccupa che nelle riunioni di stabilimento si sia spiegato alle RSU che non è stato ancora approvato il budget industriale da parte dell’azionista.

Dai vari siti produttivi, secondo la Fiom , emerge che le scelte fatte nel decentramento delle lavorazioni hanno prodotto un aumento dei costi ed un indebolimento del processo industriale, generando contraddizioni che penalizzano i lavoratori e la stessa tenuta industriale di Officine Aereonavali.

Non è possibile che vengano impiegati lavoratori stranieri, assoldati quasi come mercenari, praticamente in prestazione di manodopera, per di più laddove ci sono anche degli scarichi di lavoro.

La Fiom ritiene necessario un intervento di rilancio del Gruppo rafforzando il ruolo dell’Azienda in un mercato che da più parti viene considerato in crescita, ma che questo gruppo dirigente sembra non essere in grado di intercettare attraverso nuove commesse.

I mali di Officine Aereonavali non possono essere ricondotti alla mancanza di competitività causata dall’elevato costo di lavoro, ma piuttosto ad un modello industriale basato sul decentramento spinto e sulle flessibilità incontrollate.

Questa è una società che solo qualche anno fa produceva ricchezza e profitti e che oggi si trova in una condizione delicata a causa di politiche industriali sbagliate.

Noi crediamo che quest’azienda debba essere riprogettata dal punto di vista gestionale valorizzando le risorse interne e non con il loro impoverimento, come per altro sta succedendo con gli incentivi all’esodo che vengono offerti ai lavoratori senza alcun accordo con il sindacato.

Bisogna pensare ad un piano di investimenti mirati e finalizzati al rafforzamento tecnologico dell’impresa evitandone lo smantellamento industriale con la cessione di aree ad altre società.

Chiediamo la riconferma delle missioni produttive di tutti gli stabilimenti ed il mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

Debbono essere valorizzate le risorse interne, a partire dai lavoratori, che continuano nonostante tutto a svolgere le loro mansioni. In un’impresa normale non si possono sostituire 5 direttori in un anno, com’è successo a Tessera e poi sostenere che quello stabilimento è meno produttivo di altri!

Assistiamo piuttosto al tentativo della società di tamponare tutte le contraddizioni che stanno esplodendo nel gruppo con una politica territoriale, sito per sito, con il risultato che non vengono onorate neanche le intese con le RSU.

Queste sono le questioni di cui vorremmo discutere con Officine Aeronavali, ma purtroppo non abbiamo un interlocutore sufficientemente attento, che comunque si è contraddistinto per una gestione unilaterale dell’azienda escludendo, laddove ha potuto, ogni rapporto con il sindacato.

La Fiom non intende aspettare il possibile precipitare del quadro industriale e chiarisce da subito che non è disponibile a trattare su alcuna soluzione drastica. Ritiene altresì necessario un percorso congiunto di monitoraggio alla situazione in essere e a ricercare una via di rilancio dell’azienda che escluda operazioni traumatiche per i lavoratori.

Per questo richiederemo a Fim e a Uilm di formalizzare una richiesta di incontro urgente  e congiunto con Officine Aeronavali, con la capo gruppo Alenia Aereonautica e con Finmeccanica in quanto azionista di riferimento.

 

Coordinamento nazionale Fiom

  OFFICINE AEREONAVALI