Comunicato sindacale delle Segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm

VALUTAZIONI SULL’ALLEANZA TRA FINMECCANICA E BRITISH AEROSPACE “EUROSYSTEMS”

 

L’alleanza societaria fra aziende BAe (British Aerospace) ed aziende Finmeccanica della difesa rappresenta un evento con il quale, come sindacato, dovremo misurarci, in coerenza sia con le prospettive del modello di difesa europeo, sia con le dinamiche che muovono le industrie del settore, obbligate per competere sui mercati mondiali ad innovare continuamente prodotti ad alta tecnologia ed a sostenere alti costi di ricerca.

Ciò nonostante, un’attenta politica nazionale della difesa deve garantire il mantenimento del controllo di alcune “attività chiave” che non possono e non devono essere alienate o trasferite al di fuori dal contesto nazionale, pena la perdita di competenze fondamentali, che oggi consentono alle nostre aziende primarie e al cospicuo indotto italiano di essere presenti sul mercato nazionale ed estero

 

Assetti societari

Il progetto originario (Lettera di intenti del 25 novembre 2002) prevedeva la costituzione di un’unica Società italo/britannica, articolata in tre settori: elettronica difesa, avionica, comunicazioni. Tale intesa escludeva però, per il partner che avrebbe fatto apporti minoritari (cioè Finmeccanica), la possibilità di compensare in denaro il riconoscimento del 50% della joint-venture.

A seguito di forti dissensi, emersi sia nell’ambito dello stesso Governo che manifestati dalle Oo.Ss. in merito alla ipotizzata non pariteticità, Finmeccanica chiedeva il diritto a poter compensare con risorse finanziarie i minori apporti di assets industriali. BAe rigettava tale richiesta; seguiva un periodo di stallo, fino a una nuova proposta avanzata dalla BAe e recepita dall’attuale intesa (M.O.U. del 3 luglio 2003).

Essa prevederebbe :

-         la scomparsa della creazione di una unica Società (Eurosystems) dalla quale sarebbero dipese le tre società operative; al suo posto è previsto un “comitato Strategico di  coordinamento”, privo di poteri operativi, il cui ruolo è volto prevalentemente al mercato;

-         la costituzione di tre società operative, non paritetiche, caratterizzate da largo margine di autonomia in materia di “scissioni”, fusioni, cessioni d’azienda, trasferimenti di centri di ricerca e sviluppo, etc.

Le tre società operative, quindi, nel tempo hanno la possibilità di rimodellarsi secondo le intenzioni dell’azionista di maggioranza (per i primi quattro anni – Stability Period – il socio di minoranza di ognuna delle joint-venture godrà di clausole di protezione, ad esempio per evitare di essere diluito attraverso conferimenti; ma decorso questo periodo, ciascuna parte potrà fare interventi sulle società senza più vincoli di sorta).

Sono forti le nostre preoccupazioni perché paventiamo il rischio di un impoverimento del potenziale nazionale (aziendale e dell’indotto) e di una progressiva emarginazione verso un profilo meno tecnologico e più manifatturiero delle realtà italiane.

Aziende coinvolte

Le tre principali aziende Finmeccanica che faranno parte della suddetta alleanza con BAe sono: 

-         Alenia Marconi Systems: sistemi e radar terrestri, sistemi e radar di controllo del traffico aereo, sistemi e radar navali;

-         Galieo Avionica: equipaggiamenti avionici;

-         Marconi Selenia Communications: apparati di telecomunicazioni.

Queste tre aziende hanno competenze (know-how) di due tipi:

-         di apparato  (radar, point radio, sensori, sottosistemi di elaborazione/presentazione, ecc.)

-         di sistema che integra, controlla, gestisce e sovrintende la rete di apparati.

 

Marconi Selenia communications Destinata a diventare, nell’ambito delle costituende joint-venture, la capofila del proprio settore, non dovrebbe presentare prevedibili rischi di impoverimento né del know-how di propria pertinenza né di quello dell’indotto nazionale che essa alimenta. 

 

Galileo equipaggiamenti avionici Anche se è destinata a diventare capofila del proprio settore, nonostante l’azienda italiana sia più piccola di quella inglese e solo grazie alla aggiunta di una dote finanziaria da parte Finmeccanica, presenta notevoli limiti e rischi:

-         la BAe non conferisce alla nuova joint-venture le sue società North America ed Australia –che rappresentano più del doppio di BAe-Uk e Galileo messe insieme;

-         non c’è l’accesso al mercato Usa, primo del mondo;

-         il grande divario dimensionale e tecnologico renderà effimero il nostro ruolo di capofila;

-         manca una clausola di “non concorrenza” con BAe North America: questa sarà libera di fare concorrenza alla joint-venture dell’Avionica con le sue attività negli Stati Uniti (si tratta di importanti programmi relativi all’F35JSF, più pregiate di quelle inglesi che scontano i problemi di avviamento dell’EFA).  

Alenia Marconi System Dovrebbe passare sotto la direzione inglese, con una partecipazione di minoranza nella conduzione operativa; sono forti le nostre preoccupazioni, poiché paventiamo il rischio di un impoverimento del potenziale nazionale (aziendale e dell’indotto) e di una progressiva emarginazione verso un profilo meno tecnologico e più manifatturiero. Già si sono registrati tentativi di migrazione di lavoro software verso gli Uk.

Riguardo a questa Società – che già oggi esiste, funziona ottenendo risultati sempre più interessanti, ed è paritetica – risulta non condivisibile la scelta dell’azionista Finmeccanica di assegnarne la maggioranza al partner inglese.

E’ indubbio il motivo per il quale BAe rivendica il totale controllo di Ams: è questa società a presidiare il settore della “Netwar” (C4ISR e derivati), il “sistema dei sistemi”, nuovo orizzonte strategico e tecnologico dei sistemi di difesa. Oggi solo gli Usa vantano questa emergente capacità; in parte gli inglesi con la BAe, in parte la attuale società mista Ams.

Se è legittimo pensare a un interesse anglo/americano a mantenere il totale controllo e la supremazia in un comparto così strategicamente rilevante, non si comprende l’accettazione da parte del nostro Paese di una ipotesi che ne prevede – nei fatti – la graduale fuoriuscita.

Eppure in queste tecnologie (capacità sistemica, comando e controllo, etc) è alta l’esperienza della compagine italiana di Ams; eppure – per mantenere la attuale condizione di parità societaria – l’azionista Finmeccanica, con l’avallo del Governo, ha profuso anche recentemente ingenti risorse finanziarie (circa 1.000 miliardi di vecchie lire a fine 2001).

Il nostro Paese non può accettare oggi di perdere il controllo delle capacità sistemiche e delle tecnologie che saranno vincenti in futuro. Ci risulta esisterebbero anche motivi in ordine alla “sicurezza strategica”, tant’è che le stesse forze armate italiane hanno espresso forti riserve rispetto a tale operazione.

Le preoccupazioni che poi nello specifico emergono per questa joint-venture, si riferiscono ai seguenti settori:

-         ingegneria Radar;

-         ingegneria dei sistemi di Controllo del Traffico aereo;

-         ingegneria dei sistemi Navali di navigazione e combattimento.

 

Radar

Sul prodotto radar il rischio che si intravede è quello di una progressiva perdita della capacità progettuale e tecnologica italiana, che è stata la principale fonte di interesse da parte di BAe, unitamente al significativo parco prodotti di Alenia, verso la costituzione della joint-venture Ams; anche la leadership tecnologica in settori fondamentali, quali la fonderia di componenti a microonde e la fotonica, potrebbe uscirne ridimensionata. Una contrazione, in area italiana, della progettazione radaristica, oggetto peraltro di sostanziosi interventi finanziari a carattere nazionale, si ripercuoterebbe immediatamente nelle aree realizzative Campane, le quali hanno subito, nell’ultimo decennio, una pesante decimazione di personale (migliaia di unità) a fronte di esuberi strutturali causati dalle evoluzioni tecnologiche del prodotto.

Sistemi di controllo del traffico aereo

Questo settore è caratterizzato da un rapporto, come portafoglio ordini, di 10 a 1 tra la componente italiana e quella inglese (grazie alla capacità storica della componente Ams italiana di acquisire contratti sul mercato domestico ed in quello estero) e da competenze progettuali esclusivamente italiane

Se si considerano le nuove opportunità offerte dal piano nazionale di ammodernamento degli aeroporti, dalla prossima attivazione di progetti per il controllo del traffico intermodale e dalle ulteriori penetrazioni sul mercato mondiale, le possibilità di aumentare questo già enorme divario sono evidenti.

Consideriamo inoltre che:

-         la capacità sistemistica presente in Italia (circa 250 laureati e tecnici di elevata esperienza) consente di commercializzare sistemi “chiavi in mano” finalizzati a gestire, controllare e integrare funzioni di comunicazione, navigazione e sorveglianza, a supporto del controllo del traffico aereo di intere aree geografiche; essa è in grado di garantire anche il supporto logistico (assistenza, ricambi, addestramento, ecc) e la realizzazione delle previste infrastrutture;

-         l’ampia varietà di clienti dislocati in tutto il mondo e la necessità di seguire le esigenze specifiche di ciascun paese, hanno favorito nel tempo il ricorso ad un indotto nazionale qualificato (nel campo delle infrastrutture, della logistica e del software), che è cresciuto in modo rilevante di pari passo con la complessità dei sistemi; le attività software, in particolare, impegnano un indotto di circa 500 figure professionali altamente qualificate.

Questo  patrimonio di sistemistica inoltre “porta business” in Italia (sia all’Azienda che all’indotto) a spese di contratti esteri finalizzati allo sviluppo e alla fornitura di prodotti che sono reimpiegabili anche sul mercato domestico; la maggior parte di tali capacità sistemistiche dovrebbero, a nostro avviso, essere valorizzate da Finmeccanica in modo da non compromettere la preminenza italiana su questa area di business.

Sistemi navali

I mercati nazionale, europeo e mondiale vedono profilarsi significative opportunità; la realizzazione della Nuova Unità Maggiore (portaerei A. Doria), gli  ammodernamenti delle classi Maestrale e dei Supercaccia, la realizzazione delle fregate del nuovo millennio, la ripresa delle acquisizioni da parte di Marine Militari estere. Queste opportunità, per essere colte della nostra industria cantieristica e degli apparati d’arma e di navigazione, pretendono un mantenimento in contesto nazionale del know-how delle ingegnerie di sistema. D’altronde Fincantieri e Finmeccanica, proprio per mantenere queste competenze come patrimonio nazionale, hanno già costituito la nuova società: Orizzonte Sistemi Navali spa.

E’ pertanto necessario ridefinire il perimetro per il settore navale di Ams-Italia e la società Orizzonte Sistemi Navali.

 

Logistica

La realizzazione della joint-venture con BAe fa diventare improcrastinabile la necessità di realizzare velocemente delle sinergie, attraverso un compattamento societario, fra le diverse società e comparti che operano in questo settore, sempre più strategico. E’ necessario superare la frammentazione oggi esistente (Vitrociset, Ams, Galileo, Datamat, Marconi Selenia, Engineering, etc) specialmente nel settore del controllo del traffico aereo, ma anche nelle attività della difesa. Sempre più forte è la richiesta di una logistica più strettamente coordinata, quindi a costi inferiori, con una più efficace gestione di sistema.

 

Fim, Fiom, Uilm nazionali

 

Roma, 19  novembre  2003