Marcegaglia di Boltiere. Grave infortunio sul lavoro

   

In data odierna presso lo stabilimento Marcegaglia di Boltiere si Ŕ verificato un grave infortunio sul lavoro, che ha coinvolto un lavoratore di un'impresa esterna.

L'infortunio si Ŕ verificato nelle prime ore della giornata presso una palazzina in fase di costruzione, dove erano al lavoro oltre ai lavoratori dell'impresa a cui era affidato l'appalto, anche altri lavoratori in subappalto.

Il lavoratore, tuttora in prognosi riservata, Ŕ precipitato nel vano di posizionamento dell'ascensore mentre stava lavorando.

L'Asl di Bergamo e i Carabinieri presenti sul luogo dell'infortunio, hanno dichiarato che sia per quanto riguarda la dinamica dell'incidente, sia per quanto riguarda la fase di ricovero presso il Pronto Soccorso, risultano alcuni aspetti non chiari e quindi da approfondire ulteriormente.

Come ancora da approfondire rimane la posizione lavorativa del lavoratore gravemente infortunato.

Come Fiom-Cgil Bergamo, ancora una volta denunciamo le scarse condizioni di sicurezza in cui molti lavoratori operano quotidianamente e come quotidianamente assistiamo ad una catena di gravi infortuni sul lavoro.

Lavoratori senza una formazione in tema di sicurezza sul lavoro e ambiti lavorativi che non rispettano le le normali norme di sicurezza, come riscontrato anche in questo caso dall'Asl di Bergamo, dopo le prime verifiche del cantiere, dove il lavoratore infortunato lavorava.

Condizioni ulteriormente aggravate dalla scelta delle imprese -come nel caso della Marcegaglia- di procedere con lavori in appalto e in subappalto, modalitÓ che spesso non consentono un minimo di controllo e verifica delle basilari norme di sicurezza sul lavoro.

Nel condividere l'iniziativa di sciopero indetta dalle Rsu Marcegaglia, come Fiom-Cgil di Bergamo, visto l'aggravarsi della situazione degli infortuni nella nostra provincia in tutti i settori, riteniamo necessaria una iniziativa anche di mobilitazione da parte di tutto il Sindacato provinciale.

 

  Ufficio stampa Fiom-Cgil Bergamo

 

Bergamo, 22 marzo 2007