Osservatorio sulla contrattazione in Europa

 

Il governo di Malta mette in discussione le conquiste dei lavoratori 

Minacce contro la libera contrattazione collettiva

A seguito del budget di novembre, il governo di Malta sta minacciando di introdurre una nuova legislazione finalizzata all’eliminazione di tutte le festività che cadono nei fine settimana, usando come pretesto un tentativo di rendere più competitivo il paese. Misure come quelle annunciate dal governo hanno incontrato l’immediata resistenza di tutti i sindacati maltesi e dell’opinione pubblica in generale.

L’anno 2004 è stato dedicato ad un lungo ed ampio esercizio del dialogo sociale in all’interno del Consiglio Maltese per lo Sviluppo Economico e Sociale (Mcesd), finalizzato ad un possibile accordo su un patto sociale e nazionale, tra governo, sindacati e imprenditori. A seguito del mancato raggiungimento di un tale accordo, il governo ha annunciato una serie di provvedimenti a danno dei lavoratori maltesi.

La GWU ed altre organizzazioni sindacali hanno costantemente affermato che qualsiasi misura intrapresa dovrebbe avere un carattere temporaneo e che andrebbe riconosciuto il contributo di tutte le parti sociali. Tuttavia le misure di budget del governo, rappresentano un messaggio chiaro ai lavoratori maltesi, che sono stati presi di mira come principale fonte di contributi per la soluzione dei problemi economici e competitivi di Malta.

Mentre molte misure del suddetto budget sono state accolte negativamente dai sindacati, una misura in particolare è stata ritenuta inaccettabile dagli stessi. Il governo ha annunciato che tutte le festività pubbliche che cadono nei fine settimana, non saranno più sommate ai permessi aggiuntivi, come stipulato nel Protocollo sulle Relazioni Industriali e di Impiego (EIRA) e come stipulato nella maggior parte degli accordi collettivi risultanti dalla libera contrattazione collettiva tra imprenditori e sindacati. Questo è stato considerato una chiara infrazione della libera contrattazione collettiva.

A seguito delle resistenze fatte sia dagli imprenditori che dai sindacati, il governo ha trovato una via d’uscita ignorando tutte le richieste di ulteriori negoziati, proponendo un emendamento alla legislazione relativa alle festività pubbliche, tramite il quale, tutte le festività pubbliche che cadono nei fine settimana non dovranno più essere considerate come festività pubbliche nel corso quel particolare anno. Questa misura, sostenuta dagli imprenditori, significa che una media di tre festività ogni anno andranno perdute e non saranno più aggiunte ai permessi facoltativi dei lavoratori. Inoltre, i lavoratori che svolgono lavoro a turni e che dovrebbero lavorare durante tali festività che coincidono con i fine settimana, non riceveranno più le maggiorazioni che percepivano in precedenza.

Pertanto, ironicamente, nel 2005 il governo maltese dichiarerà che la festa dei lavoratori del 1 maggio ed il giorno di natale, non vanno più considerate come festività pubbliche. Il movimento sindacale considera simili misure come un insulto al movimento sindacale stesso ed al pubblico in generale. Misure di questo tipo ridurranno sia i tempi per la famiglia e per il riposo, con un impatto complessivo sul bilancio dei tempi di vita e di lavoro, che le retribuzioni reali di molti lavoratori (circa il 40% della forza lavoro complessiva). Inoltre, le iniziative del governo, stanno riportando il indietro il tempo fino ai giorni in cui la contrattazione collettiva era limitata e controllata.

Oggi, lunedì 10 gennaio, la GWU ed altri sindacati maltesi organizzeranno una protesta nella capitale La Valletta. Ai sindacati si uniranno migliaia di lavoratori che non sono disposti ad accettare un ulteriore deterioramento delle loro condizioni di lavoro.

Il dipartimento internazionale della GWU vi terrà aggiornati su ogni ulteriore sviluppo.

Cory Greenland - Ufficio Internazionale

GWU Malta - Dal corrispondente EUCOB@:Jochen Goldbach

10 gennaio 2005