La legge vale solo per gli operai, non per i padroni!

 

Sgomberato alle prime luci dell’alba il presidio in via Pirelli, mentre il signor Testa si fa beffe del tribunale e le istituzioni non aprono bocca.

 

Gli operai della Mangiarotti Nuclear che da lunedì presidiavano i locali della direzione aziendale in Via Piero e Alberto Pirelli, 6, sono stati sgomberati questa mattina dalle forze dell’ordine su richiesta di Tarcisio Testa, padrone dell’impresa.

Quello stesso padrone che si permette il lusso di  cestinare una sentenza del Tribunale di Milano nel silenzio delle istituzioni.

Evidentemente in questo paese solo i lavoratori devono rispettare le regole, quelli della Mangiarotti che da mesi si battono per la ripresa dell’attività della fabbrica e gli altri, quelli che vengono sgomberati, quelli costretti a scioperare, a mobilitazioni solo per far valere i propri diritti.

Per gli imprenditori questo è un paese “libero”,  nel senso che concede loro di muoversi come meglio credono, fregandosene delle sentenze, chiudendo aziende che non hanno problemi di mercato, ribadendo – come è accaduto ieri nell’incontro che si è svolto in prefettura – che non hanno alcuna intenzione di discutere soluzioni alternative alla dismissione con toni e modi violenti.

Siamo di fronte ad una proprietà che insulta i lavoratori e che si fa beffa dei tribunali.

Già questo è insopportabile. Ma ancora più inaccettabile è che le istituzioni lascino fare, quasi fosse ormai naturale che le imprese si muovano senza vincolo alcuno, quasi fosse destino dei lavoratori quello di subire sempre e comunque le ingiustizie.

Ci saremmo aspettati altro dai rappresentanti del Governo a Milano, così come dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano, dal Comune di Milano.

Ci saremmo aspettati almeno una presa di posizione di condanna nel confronti del comportamento dell’impresa e atti concreti a difesa dell’occupazione.

In questo momento i lavoratori della Mangiarotti sono in presidio davanti alla sede della direzione, così come davanti allo stabilimento: sono determinati a non subire i diktat dell’impresa e le parole vuote delle istituzioni; sono determinati a difendere una fabbrica che può e deve restare in questo territorio e riprendere la produzione.

Nelle prossime ore decideranno in che forme proseguire la lotta. La Fiom di Milano è con loro.

 


Fiom Milano

Roma, 11 giugno 2010