Quadro riassuntivo provvisorio dell’iniziativa precontrattuale aggiornato al 16 novembre 2004
Note Sono oltre 1.000 gli accordi aziendali realizzati dal luglio 2003 a oggi. 691 sono gli accordi nati dalle vertenze sui pre-contratti, aperte inizialmente dalla Fiom dopo l’accordo separato del maggio 2003. Sono altri 320 gli accordi che si sono realizzati su vertenze integrative che in alcuni casi si sono avviate con piattaforme originali, in altri assorbendo le vertenze dei pre-contratti, a partire dalla primavera del 2004. Complessivamente si può dire che la Fiom nazionale ha sinora registrato 1.011 accordi aziendali che riguardano complessivamente 350.000 metalmeccanici. Molti altri accordi sono in cantiere e alcuni non sono stati ancora censiti. Le
vertenze aperte per i pre-contratti sono state complessivamente 2.326. Le
vertenze integrative sinora aperte unitariamente, anche recependo i
contenuti dei pre-contratti sono 737. Complessivamente sono oltre 3.000 le
vertenze aziendali aperte, con quasi 800.000 metalmeccanici coinvolti. Gli accordi intervengono sul salario, aumentando sia il Premio di risultato, sia voci salariali mensili fisse, sulle normative, sulle condizioni di lavoro e sugli orari e, in particolare sul mercato del lavoro. Generalizzate sono le intese che riducono drasticamente l’area di applicazione della Legge 30, affidandola, in ogni caso, all’accordo con le Rsu. Migliaia di lavoratori precari sono stati confermati a seguito delle intese sindacali. Se si tiene conto che queste intese si accompagnano a una diffusa vertenzialità dovuta alle crisi e alle ristrutturazioni aziendali, con le conseguenti minacce occupazionali, è possibile sostenere che tra lotta per la difesa dei posti di lavoro e vertenze aziendali, oltre 1.000.000 di metalmeccanici siano stati sinora coinvolti nella vertenzialità aziendale. E’ questo un dato di grandissima rilevanza, il più alto degli ultimi vent’anni, che dovrebbe indurre la Federmeccanica a capire che il prossimo rinnovo del biennio contrattuale dovrà essere fatto con spirito ben diverso dagli altri ultimi due precedenti. E’ evidente che nelle fabbriche c’è una forte domanda di diritti e di salario, alla quale dovrà rispondere il rinnovo del biennio. |