Comitato Centrale Fiom

24 ottobre  2005

 

Ordine del giorno presentato da Paolo Brini

 

 Il Comitato Centrale della Fiom-Cgil riunitosi in data 24 ottobre ’05, ribadisce la propria totale contrarietà alla legge 30 e continua sulla strada di lotta intrapresa da oltre tre anni per abrogarla in ogni sua parte. Pertanto, dato altresì che nel proseguo della vertenza per il rinnovo del Ccnl diventa sempre più concreta l’ipotesi nefasta che si prospetti uno scambio flessibilità/salario con  Federmeccanica, il Comitato Centrale si rende indisponibile a proseguire il confronto al tavolo sul mercato del lavoro e ribadisce la propria opposizione a qualsiasi ipotesi di scambio.

La straordinaria riuscita degli scioperi articolati indetti nelle scorse settimane, dimostra che il clima nelle fabbriche è di disponibilità alla mobilitazione. Se a questo, aggiungiamo la divisione che si è delineata nel campo di Federmeccanica sul proseguo della vertenza, abbiamo il delinearsi di un quadro forse mai così favorevole negli ultimi tempi, per poter imporre in tempi brevi la nostra piattaforma alla controparte. Lo sciopero generale contro la Finanziaria del 25 novembre e quello dei metalmeccanici con corteo a Roma il 2 dicembre, rappresentano due tappe decisive per chiudere la vertenza, se supportate da un adeguato percorso di intensificazione delle mobilitazioni a livello locale. Pertanto il Comitato Centrale proclama per il mese di novembre un nuovo pacchetto di 16 ore di sciopero, estensibile in ogni territorio, ove ve ne siano le condizioni, da articolare a livello territoriale, di zona o di azienda ecc. 

Il Comitato Centrale invita, inoltre, a costituire coordinamenti di delegati Rsu ad ogni livello, che possano al meglio organizzare lo svolgimento degli scioperi, così, da ottenere il maggior effetto possibile in termini di arresto della produzione e il miglior risultato in termini di impatto sulla società, per poter raccogliere il massimo sostegno e solidarietà tra tutti i lavoratori.

La lotta dei meccanici è una lotta di tutti, poiché in ballo c’è il futuro del contratto nazionale. Conquistare ora sul campo il contratto senza più cedimenti o scambi con la controparte può rappresentare il punto d’inizio per una nuova stagione di conquiste di tutti i lavoratori.

 

 

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