Documento del Comitato Centrale Fiom 20-21 novembre 2003

 

L’evidente successo dello sciopero e della manifestazione nazionale del 7 novembre, per il contratto e la democrazia, hanno rappresentato un momento particolarmente significativo ed importante del conflitto sociale aperto nel nostro paese. Nonostante l’oscuramento di gran parte dei mezzi di comunicazione molti commentatori hanno dovuto riconoscere l’ampiezza della mobilitazione e della partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici metalmeccaniche, a testimonianza del fatto che l’intesa separata sul Ccnl non ha  risolto, ma viceversa ha attivato un nuovo conflitto sociale, che si esprime con un nuovo protagonismo ed una nuova dinamica contrattuale.

La presentazione alla data odierna di 2.000 piattaforme pre-contrattuali, con il coinvolgimento di oltre 400.000 lavoratori e la definizione di accordi in oltre 300 imprese, stanno ad indicare l’estensione della nostra iniziativa democratica e la praticabilità di accordi con Aziende di tutte le Associazioni imprenditoriali.

Le reazioni di Federmeccanica sono assolutamente convulse e prive di fondamento, a partire dal documento inviato alle massime istituzioni del nostro paese, ma indicano nello stesso tempo il nervosismo, di chi irresponsabilmente, riteneva possibile fare un’intesa separata contro l’organizzazione sindacale più rappresentativa, ed imporla all’insieme dei lavoratori.

Nel ribadire la nostra indisponibilità a partecipare a Commissioni applicative dell’intesa separata, confermiamo la nostra disponibilità a partecipare a confronti anche sulle tematiche indicate dalle Associazioni imprenditoriali, come autonomo confronto tra le parti sociali che abbia come riferimento le intese nazionali definite unitariamente.

Il Comitato Centrale della Fiom  assume la proposta della Segreteria, di proclamare  ulteriori 8 ore di sciopero articolato nelle aziende, da svolgersi entro il 31 dicembre, con iniziative visibili coordinate a livello di gruppi industriali e di territori.

La decisione del  Comitato Centrale della Fiom impegna tutta l’organizzazione ad estendere e generalizzare in tutti i luoghi lavorativi  l’apertura delle vertenze sui pre-contratti, con l’unico vincolo della validazione da parte dei lavoratori ed il superamento del quorum del 50% dei votanti. Questa, rappresenta ovunque, a partire da un rapporto diretto e trasparente con i lavoratori,  la condizione per dare efficacia alla scelta compiuta di rendere impraticabile l’applicazione dell’intesa separata.

Particolare attenzione e coordinamento per l’estensione dell’iniziativa va realizzata nelle aziende aderenti ad Unionmeccanica Api, convocando a tal fine anche specifiche assemblee delle delegate e dei delegati.

A partire da questa decisione, che deve essere praticata dall’insieme dell’organizzazione, non esiste alcuna contrapposizione rispetto alle scadenze naturali della contrattazione aziendale di II° livello, i cui contenuti sono inevitabilmente diversi in presenza o meno di accordi sui pre-contratti.

La Fiom, nel ribadire la propria scelta di sindacato democratico e unitario, propone alle altre organizzazioni sindacali che, laddove si determini un incrocio tra vertenze pre-contrattuali aziendali e contrattazione aziendale di II° livello, si verifichino le condizioni per vertenze aziendali comuni, che assumono come vincolo il percorso democratico con i lavoratori e lavoratrici prevedendo il referendum sulla piattaforma e sull’accordo.

Nel merito gli obiettivi propri dei pre-contratti approvati dai lavoratori, compreso l’aumento retributivo mensile con efficacia su tutti gli istituti contrattuali, la non disponibilità alla piena applicazione delle legge 30 e del decreto 368, per affermare la stabilizzazione del rapporto di lavoro, clausole di salvaguardia dell’orario settimanale, devono essere parte delle piattaforme aziendali e non possono in alcun modo essere oggetto di scambio con altri aspetti rivendicativi. Per quanto riguarda i temi specifici del II° livello, a partire  dal premio di risultato, la Fiom opererà per ottenere migliori diritti su tutte le condizioni di lavoro e salario certo, garantendo parità salariale e formativa a tutti i lavoratori, in particolare ai nuovi assunti.

Si tratta di praticare in tutte le nostre scelte, il terreno della democrazia che costituisce lo strumento fondamentale a disposizione dei lavoratori e lavoratrici, a fronte di processi e di scelte compiute da Governo e Confindustria, che vogliono annullare qualsiasi reale significato della contrattazione, sia essa nazionale e/o aziendale, per ridurla ad atto burocratico  rispetto alle compatibilità definite.

L’autonomia sindacale è indipendenza, dai padroni, dai partiti e dai governi, che trova fondamento nella democrazia e nella elaborazione di un proprio punto di vista strategico programmatico

Per la Fiom, punti fondamentali della democrazia sindacale, sono il voto dei lavoratori su piattaforme ed accordi e l’elezione delle RSU, su base esclusivamente proporzionale, senza quote  riservate o garantite.

Il Comitato Centrale della Fiom respinge il progetto di riforma del sistema contrattuale, proposto dalle associazioni degli Artigiani, che nei fatti, sopprime il contratto nazionale e sostiene la lotta di questi lavoratori per avere, dopo quasi tre anni, il rinnovo del contratto. Tutta l’organizzazione è impegnata nella riuscita dell’assemblea del settore prevista per l’11 dicembre.

Il Comitato Centrale della Fiom valuta positivamente l’iniziativa confederale in atto, compresa la manifestazione nazionale del 6 dicembre contro la Finanziaria e l’intervento sulle pensioni deciso dal governo e ritiene che sia necessario che la proposta di Cgil, Cisl, Uil, sia sottoposta alla consultazione dell’insieme dei lavoratori e dei pensionati.

Il Comitato Centrale della Fiom a seguito della sospensione della manifestazione per il ritiro della legge 47, che colpisce i lavoratori esposti alla lavorazione dell’amianto, valuta necessario che Cgil, Cisl, Uil definiscano una nuova giornata di mobilitazione con manifestazione nazionale.

Il Comitato Centrale della Fiom nella piena consapevolezza della dimensione del conflitto in atto, delle scelte di Confindustra e del Governo, che ridisegnano l’insieme delle relazioni sociali e sindacali, determinando scenari nuovi e diversi per la nostra organizzazione dà mandato alla Segreteria di convocare entro il mese di gennaio 2004 l’Assemblea dei delegati statutariamente prevista.

Roma, 21 novembre 2003

 

Approvato con sei astensioni